Come ogni primavera, come ogni autunno, ma sempre in modo diverso, Reggio Emilia si riempie di voci e storie che vengono da lontano, da tanti Paesi diversi di tutto il mondo.
Sono quelle dei 365 insegnanti, educatori e ricercatori che questa settimana hanno raggiunto il Centro Internazionale Loris Malaguzzi per il Gruppo di Studio Internazionale sul Reggio Emilia Approach, organizzato da Reggio Children con l’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia.
Quest’anno arrivano da 47 Paesi: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Corea, Costa Rica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Filippine, Francia, Georgia, Ghana, Germania, Giappone, India, Indonesia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lituania, Malesia, Marocco, Messico, Olanda, Oman, Panama, Perù, Polonia, Porto Rico, Qatar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Tailandia, Taiwan, Turchia.
La settimana li porterà a visitare le scuole e i nidi della città — un’esperienza che ogni anno rimane la più attesa — a sperimentare negli atelier del Centro Internazionale Loris Malaguzzi, e a scoprire una Reggio Emilia che sa dare molto a chi arriva: i suoi spazi, la sua storia, il suo modo di guardare all’infanzia e all’educazione come questioni che riguardano tutti.
Maddalena Tedeschi, Presidente di Reggio Children, nel dare il benvenuto ai partecipanti ha sottolineato come il Centro Internazionale — che si appresta a compiere vent’anni — resti fedele alla sua vocazione: essere un luogo vivo di incontro, confronto e solidarietà tra educatori di tutto il mondo, uno spazio che non celebra il proprio passato ma continua a immaginare, insieme a chi arriva, visioni di futuro per l’educazione.
“Reggio Emilia vuole continuare a essere parte attiva di questa rete solidale non come portatrice di un modello da esportare, ma come partner per il quale il confronto ha un ruolo centrale, per imparare da tutti e camminare insieme. In un’epoca segnata da sfide globali — guerre, crisi ambientali, disuguaglianze, la diffusione dei social network già dall’infanzia — il ruolo dell’educazione diventa ancora più cruciale, perché è il luogo dove si costruiscono il pensiero critico e la cittadinanza democratica”: così il Sindaco Marco Massari nel portare il saluto della città ai partecipanti.
Concetti rilanciati dall’Assessora all’Educazione Marwa Mahmoud: “Una persona che si occupa di educazione ha una fatica in più: vincere la sfida e il disincanto, dare una prospettiva di crescita collettiva. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte perché il bisogno di pace, di pieni diritti, di libertà possa trovare le porte aperte. Questo è il senso del costruire alleanze e solidarietà e costruire la pace.”
Venerdì ognuno ripartirà per fare ritorno alla propria scuola, al proprio Paese. Loris Malaguzzi aveva sognato il Centro che oggi porta il suo nome come un porto sicuro per chiunque avesse a cuore l’educazione dei bambini. Con questo gruppo internazionale, assieme a tutti quelli che durante l’anno portano a Reggio migliaia di educatori, quel sogno non è solo ancora vivo: ha trovato la sua forma più compiuta.




