Una scia di violenza tracciata da un uomo che, in occasione delle scorse festività natalizie e di fine anno, ha seminato il panico tra le strade di Correggio. Colpi messi a segno con estrema spregiudicatezza, agendo nel cuore della notte, all’interno di abitazioni private o in pieno centro cittadino, sempre armato di un machete e pronto a colpire chiunque cercasse di opporsi.

Una serie di episodi, iniziati la notte della Vigilia dello scorso Natale, e proseguiti fino ai primi giorni di gennaio, che hanno visto come bersaglio principale due giovani connazionali dell’aggressore, rapinati, inseguiti e minacciati ripetutamente con frasi agghiaccianti, come: “Stasera uno di noi due morirà”. Le indagini, condotte dai carabinieri di Correggio e coordinate dalla Procura, hanno permesso di alzare il velo di paura che aleggiava sulla comunità. Il responsabile è stato identificato in un 28enne residente a Correggio, denunciato alle autorità, nei confronti del quale, il gip, ha richiesto la custodia in carcere con le accuse di rapina aggravata e porto abusivo di armi. Provvedimento eseguito dai carabinieri di Correggio.

L’azione criminale ha avuto inizio alle 2.45 della notte del 24 dicembre, quando l’uomo si è introdotto, forzando la porta, della canonica della chiesa di San Paolo, nella frazione di Canolo, dove le vittime risiedevano. Una volta giunto nella camera da letto, armato di machete, ha minacciato i due giovani per farsi consegnare il denaro. L’aggressore ha sferrato un colpo di machete contro una delle vittime, che è riuscita a salvarsi facendo scudo con il braccio davanti alla porta della stanza. Il malvivente si è poi dileguato con 200 euro e un telefono cellulare. Il secondo episodio si è verificato il 27 dicembre in via Circondaria, sempre a Correggio. Qui l’aggressore ha tentato di investire una delle vittime con un’auto scura per poi scendere dal mezzo, impugnando ancora il machete estratto dal bagagliaio. La vittima è riuscita a scampare all’aggressione solo rifugiandosi all’interno di un bar locale. L’ultimo atto di questa serie di reati è avvenuto il 9 gennaio in via Repubblica. L’indagato ha intercettato una delle vittime mostrando il machete nascosto sotto la giacca e utilizzando uno spray al peperoncino per stordirla.
Dopo aver colpito il giovane con pugni e gomitate, gli ha sottratto il portafoglio, le chiavi di casa e persino il giubbotto che indossava. A incastrare definitivamente il responsabile, un 27enne già noto alle forze dell’ordine e riconosciuto alle vittime, è stata la tecnologia. L’uomo era infatti già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie, con l’obbligo del braccialetto elettronico per un altro procedimento. Il monitoraggio Gps della centrale Operativa ha confermato la sua presenza nella canonica di Canolo, proprio negli orari della rapina di Natale, fornendo una prova inconfutabile agli inquirenti. Sulla base dei gravi indizi raccolti e ravvisata la pericolosità e il rischio di reiterazione, il gip del Tribunale di Reggio Emilia ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.