Mentre si è ancora nel pieno della vicenda del bosco urbano in attesa che Conad si pronunci dopo l’incontro in Comune con una delegazione degli attivisti che lottano per salvare il bosco urbano di Ospizio, arrivano novità sul fronte giudiziario. Il giudice per le indagini preliminari infatti, lo scorso giugno, ha archiviato la denuncia presentata da Conad Centro Nord il 25 febbraio del 2025 a carico del botanico Ugo Pellini e di otto attivisti che protestavano per impedire il progetto di rigenerazione urbana in quell’area verde.

Nei loro confronti i reati contestati erano di invasione di terreni altrui al fine di occuparli e  danneggiamento  violenza privata. Per il giudice il fatto non sussiste.

L’archiviazione era già stata chiesta dal pubblico ministero competente a luglio dello scorso anno.

Il gip ha accolto la richiesta l’11 giugno di quest’anno pronunciando l’archiviazione del procedimento perché “il fatto non sussiste”  nonostante l’opposizione di Conad Centro Nord.

Secondo quanto emerge dal provvedimento di archiviazione, si legge nella nota dell’avvocato di Pellini, non sono stati ravvisati gli elementi necessari a configurare le ipotesi di reato contestate. In particolare, gli indagati sarebbero entrati nell’area attraverso un passaggio consentito, senza porre in essere condotte riconducibili a un danneggiamento.
 Non sarebbe inoltre emerso alcun comportamento idoneo a impedire o ostacolare i lavori di sfalcio, né risultano contestate minacce finalizzate a impedire l’esecuzione dei lavori con l’escavatrice.
 La vicenda, pertanto, si conclude con l’archiviazione della denuncia e con il riconoscimento, in sede giudiziaria, dell’assenza degli elementi costitutivi dei reati ipotizzati.
«Il provvedimento – dichiara Raffaella Pellini, legale  difensore di Ugo Pellini – restituisce correttezza a una vicenda nella quale il mio assistito, insieme agli altri 8 indagati, era stato chiamato a rispondere di fatti che, all’esito degli accertamenti della Procura e della valutazione del GIP, non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti sotto il profilo penale. È significativo che sia stato lo stesso Pubblico Ministero a chiedere l’archiviazione e che il GIP abbia disposto l’archiviazione in conformità, ritenendo che il fatto non sussista. Il mio assistito ritiene doveroso dare questa comunicazione anche ai mezzi di informazione che avevano riportato la notizia di una indagine in corso che coinvolgeva il Prof. Pellini in prima persona, dopo anni di insegnamento, di interventi a tutela del verde – pubblico e privato – e di partecipazione alla Consulta Verde, presso il Comune di Reggio Emilia».