125 ANNI DELLA CAMERA DEL LAVORO, LANDINI: “NON MI CANDIDO”

—I bilanci del passato e le sfide del futuro sono stati gli argomenti affrontati ieri al centro Malaguzzi nel grande evento per i 125 anni della Camera del Lavoro di Reggio. Al centro dell’evento le parole del segretario nazionale della CGIL Maurizio Landini, il quale ha duramente criticato il Governo Meloni parlando di quattro emergenze per l’Italia nel prossimo anno, salari, sanità pubblica, sicurezza sociale e precarietà giovanile. Landini ha dichiarato che tra il 2022 e il 2024 lavoratori e pensionati hanno pagato 24 miliardi di euro in più del dovuto, per inflazione e detrazioni non rivalutate, chiedendo un meccanismo automatico di rivalutazione e più tasse sulle rendite finanziare e immobiliari. Landini ha anche ribadito la volontà di non volersi candidare alle elezioni politiche attese per il prossimo anno, nonostante delle proposte in tal senso, annunciando che rimarrà alla guida della CGIL fino al congresso nazionale che sarà dopo le elezioni politiche; infine c’è stato il lancio per la grande mobilitazione a Roma prevista tra un mese con un centinaio di associazioni per dire no alla spesa militare e per chiedere nuovi investimenti in sanità e salari. Durante la giornata ha preso la parola anche il segretario provinciale della CGIL Cristian Sesena che ha lanciato un appello all’unità sindacale con CISL e UIL ed ha richiamato il comune di Reggio ad un impegno maggiore sulle relazioni industriali; Sesena ha ricordato anche figure di recente scomparse, come l’ex presidente ANPI Ermete Fiaccadori, e ha rievocato la vertenza della Manifattura San Maurizio col gruppo Max Mara.