Inizialmente il ritrovamento aveva allarmato i proprietari: quei fori netti nel vetro del portone d’ingresso e i frammenti di metallo sparsi sul marciapiede, sembravano i segni inequivocabili di un atto intimidatorio.

Un avvertimento in pieno stile malavitoso contro l’officina, un messaggio sinistro che aveva subito attivato la massima allerta tra gli stessi carabinieri. Tuttavia, le indagini condotte dai militari hanno rivelato una verità ben diversa. Non c’era alcuna strategia criminale dietro quei fori, ma solo la sconsiderata condotta di un 56enne che aveva deciso di trasformare un’area privata in un tiro a segno clandestino. L’uomo ha infatti allestito all’interno di un magazzino una sorta di poligono di tiro artigianale. Utilizzando bersagli di fortuna e una carabina ad aria compressa, si era dedicato a lunghe sessioni di allenamento balistico. Peccato, però, che la sua mira – o forse la barriera protettiva – fosse decisamente carente. I proiettili, mancando i bersagli, hanno finito per colpire ripetutamente una carrozzeria vicina, distante circa 100 metri, e perfino la segnaletica stradale circostante. La scoperta è stata fatta dai carabinieri di Reggio Emilia, intervenuti a seguito della segnalazione di alcuni cittadini preoccupati. Dopo aver analizzato le traiettorie e i resti dei pallini ritrovati davanti all’ingresso dell’officina, i militari sono risaliti al magazzino-poligono, ponendo fine al pericoloso “hobby” dell’uomo. Con l’accusa di accensioni ed esplosioni pericolose e danneggiamento, i militari hanno denunciato un uomo di 56 anni, residente in città e titolare di licenza di porto di fucile per il tiro a volo.