VIAGGIA MA RISULTA IN MALATTIA, LICENZIAMENTO LEGITTIMO

—La corte d’appello di Bologna ha definito legittimo il licenziamento di un operaio metalmeccanico reggiano, risalente al marzo del 2022, con il lavoratore che era stato scoperto da un’agenzia investigativa a viaggiare mentre si era segnato in malattia. L’operaio si era assentato da lavoro da ottobre 2021 pressoché continuativamente per vari mesi, assenze tutte con certificati del medico curante per un acuto stato d’ansia con attacchi di panico. Il lavoratore ha dichiarato che questa situazione è iniziata nel febbraio 2021, a causa dell’ostilità dei colleghi al rifiuto di un tampone, visto che si trattava di piena epoca Covid, mentre l’azienda sospettava che l’uomo volesse sottrarsi all’obbligo vaccinale o di tamponi. L’agenzia d’investigazioni è entrata quindi in scena, e ha riportato come a fine febbraio l’operaio ha prima trascorso due giorni nel pesarese con moglie e due amici, e subito dopo è ripartito per un’altra giornata passata tra Lombardia e Svizzera. L’8 marzo 2022 è partita la contestazione e il 18 il licenziamento. Decisiva la perizia disposta in Appello, è emerso che non vi era alcuna certificazione specialistica per l’uomo, che peraltro non aveva mai fatto la visita psichiatrica prescritta. Alla fine la corte ha dichiarato che il licenziamento era legittimo, con l’azienda che ha legittimamente ritenuto che la malattia fosse simulata.