IL RICORDO DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO

Sono passati 34 anni da quel 19 luglio del 1992 e il ricordo della strage di via D’Amelio è ancora vivo. Persero la vita nell’attentato di mafia il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Una delle giornate più tristi e dolorose della storia italiana, e che avvenne neanche due mesi dopo la strage di Capaci, dove a perdere la vita, sempre per un attentato di mafia, furono il giudice Giovanni Falcone, insieme alla moglie e tre agenti di Polizia. Questa mattina il sindaco di Reggio Marco Massari ha deposto un mazzo di fori sulla stele dedicata ai giudici Falcone e Borsellino al Parco del Popolo. “Ricordare le vittime di mafia, afferma Massari, significa rinnovare ogni giorno l’impegno per la legalità, la giustizia e la difesa delle istituzioni democratiche. Il Comune di Reggio Emilia, conclude il sindaco, continuerà a lavorare con determinazione nel contrasto alle mafie mafie, perché solo attraverso una comunità consapevole, unita e partecipe è possibile fare della memoria uno strumento vivo, una bussola per la quotidianità. La strage di Via D’Amelio è stata ricordata anche a Rubiera, dove una piazza porta il nome di Emanuela Loi, una degli agenti che persero la vita nella strage. Oggi a Rubiera è stato presente Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano e simbolo della lotta alla mafia.