Torniamo a occuparci di quello che si preannuncia come un lunedì di alta tensione in via fratelli Manfredi in città dove Fratelli d’Italia terrà un flash mob per chiedere lo sgombero di aq 16, il centro sociale occupato dagli attivisti da 23 anni, senza alcuna convenzione, risultato irregolare e non sicuro e di proprietà del comune di Reggio. Oggi i due schieramenti si affrontano a suon di locandine e comunicati, lunedì si vedrà, di certo sarà una mattinata impegnativa anche per la digos e le forze dell’ordine.  Gli attivisti hanno annunciato una contro manifestazione dando del post fascisti agli esponenti del partito della Meloni che si presenteranno per rivendicare lo sgombero.  “non faremo avvicinare questi post-fascisti al centro sociale”, sottolineano da Aq16 invitando a impedire agli altri di avvicinarsi al centro sociale con un presidio che partirà un’ora prima del flash mob di fratelli d’Italia. 

 Questa provocazione è l’ennesima minaccia di un “manipolo di nullafacenti mantenuti di partito”, che non avendo qualità politica da spendere si butta sulla propaganda per distrarre le persone dalla propria iniquità e incapacità di governo, dichiarano gli attivisti. 

 Come se non bastasse è stato scelto proprio il 20 luglio, continuano gli attivisti, Non è una giornata qualunque, quest’anno ricorrono 25 anni dall’uccisione di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, 25 anni dalle torture alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto.

Dal canto suo il capogruppo di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga puntualizza che il suo gruppo con il flash mob porta domande e gli viene risposto con l’intimidazione. Per Paglialonga se ci saranno disordini la responsabilità politica sarà del Comune di Reggio. 

Fratelli d’Italia respinge con fermezza ogni tentativo di rappresentare il flash mob di lunedì davanti

ad AQ16 come una provocazione. Una voce alla quale si aggiunge quella di Alessandro Aragona per il quale, negare dei documenti all’opposizione, come sta accadendo in comune,  non è democrazia: è

il tentativo di mettere a tacere chi svolge il proprio ruolo istituzionale.

Intanto dopo avs rec e possibile , gli attivisti del centro sociale incassano il sostegno di Anpi e Cgil. Cristian sesena segretario generale della camera del lavoro suggerisce agli attivisti di non cadere in quella che lui ritiene essere una provocazione per avere visibilità mediatica. 

L’anpi invece si dice preoccupata per un sit in organizzato dalla destra.