in Piazza Prampolini il 6 giugno alle 9:30, occasione per una Coreografia in stile flash mob, finalizzata a comporre la scritta CORE10 che sarà ripresa da un drone.
L’idea è di ricavare una grande fotografia collettiva che sottolinei la partecipazione della comunità all’anniversario, così come era stato il girotondo intorno al Core, nel giorno inaugurale del 2016, organizzato da Fondazione Grade.
Nel pomeriggio dello stesso 6 giugno alle ore 17:30 si terrà al 3° piano del Core un concerto speciale di Donatori di Musica, che giunge alla decima stagione, in collaborazione con Casa Musicale Del Rio, Fondazione I Teatri e Casa del Quartetto.
Al Centro Loris Malaguzzi, poi, l’8 giugno alle 16:30 si terrà l’appuntamento “Le parole del Core: un racconto tra presente e futuro con pazienti, professionisti e volontari”.
A condurlo sarà la giornalista Concita de Gregorio, protagoniste 10 voci alle quali è dato il compito di declinare 10 parole essenziali che descrivono il mondo dentro e intorno al Centro oncologico ed ematologico.
sull’anniversario interviene il segretario del Pd Massimo Gazza
“Le celebrazioni del decennale del Core in programma questo weekend saranno un momento importante per tutta Reggio Emilia, la sua comunità, su uno dei temi che ci stanno più a cuore: la sanità pubblica, di qualità, gratuita – lo voglio sottolineare – a prescindere dalle possibilità economiche dei malati. Un concetto che torna nella nostra Costituzione, e che qui trova applicazione., – e ancora aggiunge Gazza –
In dieci anni è cambiato il mondo, va detto, ma il Core era, è, e continua ad essere, un’eccellenza: come dimostra l’ottenimento a livello nazionale della qualifica di IRCCS per la nostra Azienda Usl, attraverso il lavoro straordinario e prezioso dei ricercatori che traducono le proprie cure innovative in possibilità di vita in più, dal laboratorio sino al letto dei degenti.
Tutto ciò accade a Reggio, nonostante il mondo della sanità sia sotto attacco, dopo la fine della pandemia. Lo è sul piano nazionale con finanziamenti insufficienti, lo è – lo leggiamo purtroppo nella cronaca di tutti i giorni – per le sempre più preoccupanti aggressioni a medici e a infermieri, a operatori sociosanitari, mentre nel Paese forze irresponsabili soffiano sulle campagne diffamatorie dei No Vax.
Il giorno del taglio del nastro qualcuno disse, a mio parere in modo opportuno, che in una democrazia quando a funzionare sono la scuola e la sanità i fondamentali di quella comunità si possono dire robusti. Due beni pubblici che hanno a cuore tutti, ma in particolare i più esposti: i bambini e i malati. Reggio Emilia ha investito molto e continuerà a farlo, in tal senso. Lo farà, come ha sempre fatto, con la forza del protagonismo dal basso che non certo da oggi contraddistingue le imprese migliori della sua storia, partendo dai volontari, dall’associazionismo, passando per il ruolo attivo di Comuni, Provincia, Regione.”



