Stangata alla ‘ndrangheta con la sentenza di primo grado del processo Ten, così chiamato perché si tratta di una inchiesta nei confronti della mafia calabrese scattata a dieci anni dal processo Aemilia e che è ruotata intorno alla famiglia Arabia.
Confermato l’impianto accusatorio della Procura rappresentata dal pm Beatrice Ronchi della DDA di Bologna. L’attività investigativa è della squadra mobile della Polizia di Stato di Reggio ed era stata diretta dall’allora dirigente Guglielmo Battisti.
Il bilancio in rito abbreviato è di tredici condanne pesanti e undici patteggiamenti, quattro degli imputati hanno invece scelto di procedere con il rito ordinario. un solo non luogo a procedere.
L’indagine è di marzo 2025, al centro dell’indagine le truffe, le false fatturazioni, le frodi fiscali ma anche la detenzione ed il traffico di armi, estorsioni e riciclaggio. Con l’inchiesta Ten l’attenzione e le indagini si sono concentrate sulla famiglia Arabia. quando la Procura ha acceso i riflettori sulla famiglia Arabia
17 anni gli anni di condanna a Giuseppe Arabia, detto Pino U Nigru, considerato capo dell’organizzazione criminale. Uscito dal carcere dove era finito nell’ambito del processo Aemilia avrebbe riorganizzato i complici rimasti in libertà con il maxi processo.




