Un nuovo piccolissimo organo a canne, per uso didattico, chiamato “Hadrianus”, è stato donato al Conservatorio di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Achille Peri – Claudio Merulo” dallo storico musicale Adriano Riatti che ha costruito questo singolare strumento con la supervisione degli organari reggiani Federico e Pierpaolo Bigi e grazie alla collaborazione con Claudio Silingardi e Gianni Calzolari.
L’organo Hadrianus – 48 canne, metà aperte e metà tappate con due registi – prende il nome dal suo costruttore, troverà grandissima utilità nell’attività didattica e divulgativa del Conservatorio. Lo strumento, realizzato con tutti i materiali standard utilizzati per la costruzione dell’organo a canne, presenta la peculiarità di esporre tutte le parti meccaniche e costruttive “in bella vista”, e per questo motivo sarà molto facile per i giovanissimi allievi del Conservatorio comprenderne il funzionamento, oltre ad offrire la possibilità di toccare con le proprie mani lo strumento e naturalmente suonarlo.
La professoressa Gabrielangela Spaggiari, Direttrice delle Orchestre Giovanili del Conservatorio utilizzerà l’Organo Hadrianus durante le esercitazioni orchestrali, nei concerti e negli incontri di sensibilizzazione rivolti alle scuole d’infanzia, elementari, medie e superiori che nel corso dell’Anno Accademico visitano il Conservatorio, mentre Renato Negri, titolare della della cattedra di Organo e Composizione organistica del Conservatorio reggiano sottolinea che “Proprio per la sua struttura “open”, lo strumento donato da Riatti si presta bene ad illustrare le componenti basilari di un organo ed è di indubbio d’interesse anche per persone adulte”.
Quest’organo a canne, specifico per uso didattico e divulgativo, dal valore di una decina di migliaia di euro, fa parte di un più ampio progetto ideato in Olanda, “Orgelkids”, studiato per sensibilizzare, stimolare e appassionare i bambini verso lo studio di uno strumento troppo spesso considerato, erroneamente, “di nicchia” e “troppo difficile”.
Così Adriano Riatti: “Famiglia di artisti e artigiani i Riatti abitavano e operavano a Reggio Emilia già nel ‘600. Nei secoli furono capaci intagliatori, fonditori e organari. Tra le opere di grande livello si conoscono carrozze, contrabbassi, campane per le più importanti chiese reggiane e argenti per le famiglie facoltose. Infine l’intuito per gli affari portò la famiglia alla produzione di organi, creando una forza di servizio a favore delle chiese veramente inusuale: i Riatti erano infatti in grado contemporaneamente di trattare il legno, fondere campane e realizzare organi.
“Le campane del Duomo di Santa Maria Assunta a Reggio Emilia – spiega Adriano Riatti – furono fuse dai fratelli Vincenzo, Paolo e Benedetto Riatti nel 1791. Il concerto comprende sette campane a slancio manuali con un prestigioso telaio in legno. Una campana, il Fa#3, è l’unica superstite di un incendio della Cattedrale ed è stata fusa da Giovanni Battista Bimbi nel 1738. Le campane Riatti sono storicamente importanti e sono state suonate in diverse occasioni significative, come la veglia natalizia e altre celebrazioni religiose nel Duomo. Il grande campanone pesa circa 29,5 quintali con un diametro di 1,60 metri. Le campane sono suonate a mano dai campanari dell’Unione dei Campanari Reggiani, un’associazione fondata nel 2008 che si occupa della loro manutenzione e attività musicale.”
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente del Conservatorio Michele Montanari, dal direttore Imerio Tagliaferri Prina, nonchè dal Consiglio Accademico e di Amministrazione per questa singolare donazione che anticipa le manifestazioni del prossimo Anno Accademico quando ricorrerà il ventennale della donazione, da parte della famiglia Ovi – Chicci, dell’organo meccanico a tre tastiere, costruito dal tedesco Gebrüder Hillebrand, attualmente ubicato nell’Auditorium “Gianfranco Masini” del Conservatorio di Reggio e Castelnovo né Monti.




