APERTO IL PROCESSO CANONICO PER IL MARTIRO DI DON IEMMI
il sacerdote, originario di Montecchio, venne ucciso pochi giorni prima della liberazione a Felina, pochi giorni dopo aver duramente condannato l’uccisione di due padri di famiglia; il vescovo Morandi dà ora il via al processo canonico per la beatificazione
Il vescovo di Reggio Giacomo Morandi ha emanato l’editto pubblico relativo al martirio di don Giuseppe Iemmi, prete di Montecchio ucciso durante la Seconda Guerra Mondiale, primo atto della causa di beatificazione e canonizzazione del sacerdote. Don Giuseppe Iemmi, già Servo di Dio, nacque a Montecchio nel 1919 e divenne prete nel 1943, diventando cappellano coadiutore a Felina, occupandosi di aiutare le tante famiglie ridotte in povertà dalla guerra. Durante la predica pasquale del 1945, don Iemmi condannò duramente l’uccisione di due padri di famiglia, un fatto che descrisse come un assassinio che nulla aveva da spartire con la Resistenza; il 19 aprile dello stesso anno venne catturato con l’inganno e fucilato sul Monte Fòsola. Nel 2024 don Pietro Romagnani, postulatore della causa di beatificazione di don Iemmi, ha chiesto l’inizio della causa alla Diocesi, che ha ottenuto anche il via libera della conferenza episcopale emiliana. L’invito ai fedeli è di comunicare al tribunale diocesano di Reggio tutte quelle notizie che possano avere elementi favorevoli o contrari alla beatificazione; il vescovo esorta anche a consegnare tutti quegli scritti attribuiti a don Iemmi o pertinenti alla causa.




