AGGRESSIONE IN PRONTO SOCCORSO, LE RICHIESTE DELLA CISL

—A fronte delle ripetute aggressioni in pronto soccorso interviene nuovamente la CISL, per bocca del segretario CISL Funzione Pubblica Gennaro Ferrara, con la richiesta di tecnologie e strumenti per permettere un più rapido intervento dei soccorsi. Tra le proposte ci sono dispositivi indossabili, come braccialetti o smart-watch, in grado di essere attivati anche mentre si è a terra per indicare dove sta avvenendo il caso di violenza. Dispositivi simili sono già in uso in altre parti della regione, a Bologna per esempio nel 2022 è stata avviata la sperimentazione di un gilet anti-aggressione, con GPS ed allarme automatico in caso di immobilità; sempre a Bologna un protocollo tra aziende sanitarie e Questura permette una linea diretta con la Polizia di Stato, mentre a Modena è stata ottenuta la sperimentazione delle bodycam per il 118. A Reggio, ricorda Ferrara, due anni fa l’AUSL aveva annunciato corsi di autodifesa, inizialmente soprattutto per i reparti di salute mentale, ed anche valutazioni su bodycam e spray al triage, ma ad oggi niente di tutto ciò è partito. La richiesta è di un tavolo urgente con la questura.