—A oltre 5 anni dalla morte di Saman Abbas il padre Shabbar va nuovamente a processo per il tentativo di matrimonio forzato per la giovane figlia. Nel novembre del 2020 la ragazza aveva mandato una richiesta d’aiuto ai servizi sociali, dicendo che la famiglia aveva combinato per lei un matrimonio con un cugino abitante in Pakistan, e per alcuni mesi lei era stata accolta in una comunità a Bologna, salvo poi tornare dalla famiglia poche settimane prima di essere uccisa. Ad aprile del 2021, pochi giorni prima dell’omicidio, era stato emesso un decreto penale di condanna per i genitori con multa di oltre 3mila euro per tentata induzione al matrimonio; inizialmente era diventato definitivo, ma dato che è stata presentata opposizione si è deciso per il giudizio immediato. Ieri quindi ha preso il via il processo in tribunale a Reggio nei confronti di Shabbar Abbas per il tentativo di costringere la figlia a sposarsi; il processo vede il comune di Novellara e l’associazione Pangea come parti civili, a partire da fine dicembre saranno ascoltati in aula i testimoni, tre carabinieri, un assistente sociale, il fratello di Saman, Ali Haider e l’ex ragazzo di lei, Ayub Saqib, testimonieranno per l’accusa, mentre la madre Nazia Shaheen, un cugino di Shabbar e, se possibile, il promesso sposo di Saman in videocollegamento saranno i testimoni della difesa.
MATRIMONIO FORZATO, IL PADRE DI SAMAN A PROCESSO




