mentre la polemica sulla vicenda Reggio Children non accenna a placarsi , nel primo giorno di studio, nella loro introduzione, le educatrici israeliane a Reggio hanno dichiarato questo come riportato dalla stessa Reggio Children e con la loro autorizzazione
“Stiamo dicendo che, per distinguere la luce dall’oscurità, abbiamo bisogno dell’altro.
Il Reggio Emilia Approach è il nostro altro e noi siamo il suo altro: abbiamo bisogno di lui e lui ha bisogno di noi.
Siamo qui per tenere la bussola.
Un approccio cognitivo, emotivo, umanistico, pieno di speranza e solidale ci riporterà sulla strada maestra.
Da Loris Malaguzzi abbiamo imparato che, quando qualcosa non va come pensavi o ti aspettavi, devi spingerti oltre: l’amarezza non aiuta.
Da Carla Rinaldi abbiamo imparato che «sono sempre i valori a doverci guidare».
Da Claudia Giudici abbiamo imparato che ogni persona è una e tante, ed è interconnessa all’identità, ai linguaggi e alle narrazioni.
In questi momenti i bambini hanno bisogno di investire tutte le loro capacità nel dare significato alla nuova realtà e nell’acquisire strumenti per farlo.
E ora, più che mai, dobbiamo riportare la luce e mantenere saldo il ponte fra di noi.”
Educatrici educatori ed insegnanti del gruppo di studio da Israele




