Si fanno sempre più severi i toni intorno alla vicenda della visita della delegazione di insegnanti delle scuole ebraiche a Reggio, prima per il fatto che i 75 educatori delle scuole ebraiche degli Stati Uniti hanno rinunciato in blocco  visto il clima in città sulla visita e la Carta da sottoscrivere, ora per le accuse che  rivolte a Reggio Children direttamente dalla comunità ebraica di Milano che parla di Terzo Reich, di un metodo da dittatura e di antisemitismo.

Al centro del contendere la carta dei valori, in primis tra questi quello del ripudio della guerra, diventata in questi giorni il Manifesto del Reggio Children e sulla quale però , lo sottolineiamo, è stato precisato che l’istituzione pubblica era al lavoro da un anno. Ma in particolare la richiesta in più avanzata agli insegnanti delle scuole ebraiche di prendere le distanze dal governo Netanyahu. 

«A Reggio Emilia metodi da Terzo Reich»tuona il presidente della Comunità Ebraica di Milano  Walker Meghnagi

Per gli organi rappresentativi di Israele in Italia  «è inaccettabile e gravissima la pretesa di imporre agli educatori delle scuole ebraiche americane la sottoscrizione di una dichiarazione di presa di distanza dalle politiche del governo israeliano come condizione per accedere a un percorso formativo promosso da Reggio Children. Si tratta di un vero e proprio ricatto ideologico. Dicono, da qui la richiesta a Reggio Children e al Comune di Reggio Emilia di spiegare immediatamente e senza ambiguità quanto accaduto e al ministro Giuseppe Valditara di valutare un approfondimento istituzionale» .

A fronte di queste accuse il sindaco Marco Massari replica dichiarandosi sorpreso di ciò, difende la Carta di Reggio Children e respinge le accuse di antisemitismo

la replica di Massari 

IL SINDACO DI REGGIO EMILIA MARCO MASSARI RISPONDE AL PRESIDENTE DELLA
COMUNITA’ EBRAICA DI MILANO
«Le dichiarazioni del presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ci
sorprendono. Respingiamo con fermezza le accuse di antisemitismo rivolte al Comune di Reggio
Emilia, che non corrispondono in alcun modo ai nostri valori, alla nostra storia e alle ragioni del
nostro impegno educativo. Ci auguriamo che queste parole siano frutto di informazioni non
complete e che sia possibile chiarire ogni equivoco, senza sovrapporre al confronto educativo
valutazioni di natura politica.
Reggio Emilia accoglie tutte le scuole. Lunedì la delegazione delle scuole israeliane sarà in
città e sarò personalmente ad accoglierla. La storia di Reggio Emilia, i valori democratici che la
nostra comunità ha sempre difeso e il lavoro quotidiano delle nostre scuole parlano per noi.
Ci sembra importante non confondere una richiesta di tutela dei diritti dei bambini con una
discriminazione su base religiosa o etnica. La Carta di Reggio Children per un’educazione
democratica e partecipata testimonia concretamente il nostro impegno: costruire luoghi
educativi aperti a tutte e tutti, capaci di promuovere il dialogo, il rispetto dei diritti, la pace e
il rifiuto di ogni forma di discriminazione.
La Carta non chiede a nessuno di rispondere in quanto ebreo, israeliano o appartenente a
qualsiasi altra comunità. Chiede a chi partecipa a un percorso educativo di condividere principi
universali di rispetto e protezione dell’infanzia, che devono valere per ogni bambina e ogni
bambino, senza eccezioni.
Il dialogo resta aperto con gli insegnanti delle scuole ebraiche americane che hanno scelto di
non venire a Reggio Emilia. Siamo impegnati affinché la visita possa essere realizzata al più
presto, rispettiamo la loro decisione e vogliamo proseguire il confronto, nella convinzione che
il dialogo sia la strada da percorrere anche quando le posizioni sono differenti. La porta è
aperta e la nostra disponibilità è limpida e completa.
Proprio per questo, riteniamo importante che questa vicenda non venga strumentalizzata da
nessuna parte, come sta accadendo in queste ore trasformando un confronto sui valori
educativi in uno scontro identitario e attribuendo alla nostra città intenzioni che non le
appartengono. Reggio Emilia continuerà a essere una città aperta, antifascista e impegnata
contro ogni forma di antisemitismo, razzismo, violenza, guerra e discriminazione. Con
coerenza, senza ambiguità e senza doppi standard».