Al gruppo di insegnanti ed educatori di scuole ebraiche atteso a Reggio Emilia dal 12 al 16 ottobre è stata chiesta, in risposta alle preoccupazioni emerse in città, un’ulteriore presa di distanza, esplicita, dalle politiche del governo Netanyahu oltre alla sottoscrizione della Carta ‘Per una educazione democratica e partecipata’, di Reggio Children.
E’ quanto comunicato quest’oggi proprio da Reggio Children a poche ore dalla Consulta che si è tenuta ieri al centro loris malaguzzi.
Dunque a questa delegazione di circa un centinaio di insegnanti viene chiesto questa ulteriore dichiarazione di presa di distanza dal governo israeliano oltre alla firma dei valori della Carta che prevedono di difendere i diritti umani, di contrastare ogni discriminazione, compresa quella per appartenenza religiosa e provenienza geografica, di ripudiare la guerra, di “condannare ogni forma di genocidio, crimine di diritto internazionale che, in tempo di pace come in tempo di guerra, gli Stati si impegnano a prevenire e a punire”, secondo gli articoli I e II della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, e di condannare “ogni forma di militarizzazione delle scuole, di ogni ordine e grado e in ogni Paese”.
La carta è stata condivisa con il network internazionale, la rete di 33 Paesi con cui Reggio Children ha le relazioni più stabili e durature. È un testo aperto, in continuo aggiornamento.
Ieri dunque è stata presentata ai Consigli Infanzia Città, presenti in ogni nido e scuola dell’infanzia comunale e convenzionato ed eletti ogni tre anni da genitori, educatori, pedagogisti e cittadini.
Sempre ieri lo ricordiamo oltre 100 manifestanti hanno manifestato davanti al centro loris malaguzzi la loro contrarietà all’arrivo di questa delegazione




