MORTO NEL POZZO, LA PROCURA FA RICORSO

—La procura reggiana ha chiesto l’annullamento della condanna in primo grado per Marta Ghilardini, vedova di Giuseppe Pedrazzini, il 77enne trovato morto nel pozzo del giardino della sua abitazione a Cerrè Marabino nel maggio del 2022. La richiesta di annullamento è perché la pena, 3 anni e mezzo di reclusione, è ritenuta fin troppo leggera; la condanna è stata per sequestro di persona, omissione di soccorso, e truffa ai danni dello stato, ma non per soppressione di cadavere; secondo la giuria popolare, Ghilardini ha maltrattato il marito ma il decesso non è derivato da questi maltrattamenti. Non era inoltre stata presa in considerazione la testimonianza protetta del nipote minorenne, perché ritenuto incapace di offrire ricordi puri e non condizionati. La richiesta per Ghilardini era di 12 anni di reclusione, simile alle pene comminate alla figlia Silvia ed al genero Riccardo Guida, considerati le menti della situazione. La procura reggiana ha quindi contestato alla suprema corte applicazioni sbagliate delle leggi, vizi nelle motivazioni ed altro; se la Cassazione accoglierà il ricorso, possibile che la sentenza sia annullata o che il processo sia da rifare, ma se il ricorso non è accolto l’iter giudiziario si concluderà qui.