
Scoperti degli scavi archeologici clandestini sulle sponde del fiume Enza: i carabinieri Forestali hanno sequestrato degli attrezzi utilizzati da ignoti per recuperare dei beni storici da sottoterra. Le indagini realizzate dai militari, insieme al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, sono iniziate lo scorso mese e hanno consentito di trovare in una grotta all’interno di una zona boschiva, grazie all’utilizzo di foto trappole e droni, anche dei cumuli di rifiuti lasciati a terra dopo un bivacco. In particolare, alcuni soggetti si recavano nell’area, nei pressi del fiume Enza per scavare e trovare dei reperti archeologici: il problema però nasce dal momento in cui ogni bene archeologico trovato nel sottosuolo e nei fondali marini appartiene allo stato e quindi queste attività di scavo non possono essere realizzate liberamente da qualsiasi cittadino. Tra l’altro, queste attività clandestine sono punite con l’arresto fino a un anno e con un’ammenda da 300 a 3mila euro, proprio perché l’appropriazione di reperti archeologici, comporterebbe, secondo il Codice Penale, di un furto di beni culturali appartenenti allo Stato.
FIUME ENZA, SCOPERTI SCAVI CLANDESTINI


