Ancora un’aggressione nel carcere di Reggio ai danni di un giovane agente di polizia penitenziaria che, secondo la denuncia della cisl emilia centrale, è stato pestato da un detenuto esperto di arti marziali miste.
L’agente è stato picchiato, denuncia il sindacato, come se si fosse trovato nella gabbia di un match, rischiando di morire sotto i colpi che gli sono stati inferti.
E’ la la quinta aggressione nel reparto Antares del carcere di reggio, una sezione dove sono detenuti i soggetti più pericolosi, da qui la richiesta al Prefetto di Reggio Emilia e al Provveditorato, da parte del sindacato, del trasferimento immediato del detenuto e la messa in sicurezza del reparto”
A parlare è Ivano Maltoni. Il grave fatto è accaduto ieri pomeriggio. Il responsabile del pestaggio un detenuto italiano di 42 anni di origine straniera, sottoposto al regime del 14-bis e in custodia cautelare per omicidio.
L’aggressione è scattata durante l’uscita dalla camera del detenuto, accompagnato alla doccia. La semplice richiesta di rispettare le regole del regime detentivo ha fatto da innesco per una esplosione di violenza. Il detenuto prima ha colpito l’agente più volte al viso, poi gli ha sferrato sotto al mento una ginocchiata con la tecnica delle arti marziali facendo precipitare il poliziotto a terra. L’intervento casuale di un altro detenuto e di un secondo agente ha evitato il peggio. Il giovane poliziotto ha avuto istanti preziosi per fuggire giù per le scale mentre l’aggressore tentava di raggiungerlo, superando anche uno sbarramento. I colleghi accorsi hanno fatto scudo e bloccato il detenuto soltanto all’ultimo cancello. Una volta al riparo, l’agente, sotto shock, è svenuto. Soccorso e portato in ospedale, ha riportato traumi ed escoriazioni al volto. Tre giorni di prognosi.
“Tre giorni di prognosi che non bastano a rendere la gravità estrema di quanto è accaduto – osserva Stefano Fanari, membro del coordinamento regionale Fns Cisl sulla polizia penitenziaria, in servizio nel carcere reggiano




