torniamo a parlare dell’omicidio del 63enne Stefano Daveti perchè ieri per quel delitto è stato condannato a otto anni e due mesi il 50enne Cristian Chesi nel rito abbreviato per omicidio volontario.
Chesi in aula è scoppiato a piangere dicendo “non volevo ucciderlo”.
Daveti , vicino di casa dei Chesi, mori dopo tre giorni di agonia per essere stato preso a sprangate nella sua abitazione di Morsiano a Villa Minozzo quasi due anni fa, era il 24 giugno del 2024.
Il giudice ha accolto le attenuanti presentate dagli avvocati difensori, Domenico Noris Bucchi e Leonardo Teggi, secondo cui l’uomo ha agito a seguito di provocazione ( nei confronti del padre Emore, ndr ).
Daveti era un ex insegnante e artista ligure che aveva scelto di trasferirsi a vivere a Morsiano dopo avere fatto un’escursione a Villa Minozzo
i due fratelli di Daveti hanno già incassato un risarcimento da 150mila euro e hanno ritirato la costituzione di parte civile, nella quale avevano chiesto 500mila euro a testa.
Soddisfazione per i legali difensori di Chesi, Bucchi e Teneggi, per una sentenza che, appunto, ha riconosciuto le attenuanti
Resta in gioco la posizione di Emore Chesi che risulta ancora indagato mentre l’accusa iniziale a suo carico, di omicidio volontario in concorso con il figlio, è stata stralciata