La sentenza di Cassazione sul caso Saman dovrà aspettare un mese, è ora attesa per il 15 luglio. Il colpo di scena è arrivato a metà pomeriggio, con la sentenza attesa per la serata; raramente la suprema corte opta per un differimento della decisione, ed anzi la stessa Corte parla della complessità della vicenda come motivazione del rinvio. Al centro di questa complessità l’aggravante principale ossia la premeditazione: per le difese vi era un vizio di motivazione della Corte d’Appello, che aveva parlato di “premeditazione condizionata”, dicendo che l’omicidio era stato organizzato ma subordinato alla volontà o meno della ragazza di andarsene, un “cortocircuito logico” secondo gli avvocati difensori. Da chiarire anche la posizione del fratello di Saman, da indagare secondo il primo grado, teste chiave nel secondo, non affidabile per le difese. In mattinata il procuratore generale Dall’Olio aveva chiesto la conferma delle condanne del secondo grado; l’avvocato dello zio Danish Hasnain, Liborio Cataliotti, ha detto che è la prima volta che una cosa del genere gli capita in cassazione, segno che il verdetto non è scontato.