DIFESA DEL SUOLO E SICUREZZA IDRAULICA, INVESTIMENTI SUL CROSTOLO

Approfondire il funzionamento del sistema idraulico del torrente Crostolo, aggiornare le analisi idrologiche e idrauliche e individuare gli interventi più efficaci per ridurre il rischio di alluvioni: è questa la direzione tracciata dal protocollo d’intesa approvato dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, che mette insieme istituzioni e soggetti tecnici chiamati a operare in modo coordinato su uno dei bacini più sensibili del territorio reggiano.

L’obiettivo è duplice: da un lato definire con maggiore precisione le criticità del territorio, dall’altro individuare le misure più efficaci per la mitigazione e verificare lo stato degli interventi di ripristino delle opere idrauliche e delle infrastrutture danneggiate.

Per l’attuazione del protocollo sono disponibili risorse per 390mila euro: 250mila euro stanziati da Aipo, 80mila euro dal Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale e 60mila euro dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.

Il Protocollo d’intesa

L’accordo prevede l’esecuzione di analisi idrologiche e idrauliche approfondite sull’asta del torrente Crostolo e sui suoi affluenti a valle della cassa di espansione, funzionali alla definizione di mappe di pericolosità aggiornate. Queste analisi consentiranno di valutare la fattibilità degli interventi di mitigazione del rischio e di definirne le priorità.

Sono inoltre previste indagini sui tratti più critici, soggetti a infiltrazioni o debolezze strutturali, da sottoporre a monitoraggio. È prevista, infine, la redazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica relativo alle principali criticità idrauliche dell’intero bacino del torrente Modolena, principale affluente del Crostolo. Sarà inoltre costituito un gruppo di lavoro, composto da rappresentanti di tutti gli enti partecipanti e coordinato dalla Regione, con il compito di definire e condividere le attività, monitorarne l’avanzamento e garantirne l’attuazione.

Le conoscenze che emergeranno saranno finalizzate all’aggiornamento degli strumenti di pianificazione di bacino vigenti – il Pai, Piano per l’Assetto Idrogeologico, e il Pgra, Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni – e delle specifiche misure del Pgra relative al corso d’acqua e al bacino in esame.