Non è rimasto impunito il gesto compiuto nella notte tra il 26 e il 27 aprile scorsi ai danni dei simboli della Liberazione, a Castellarano. Dopo lo sdegno della comunità e la ferma condanna del sindaco Giorgio Zanni, che aveva personalmente ripulito i resti della corona d’alloro bruciata davanti alla chiesa di Santa Croce, le indagini dei carabinieri della Stazione di Castellarano hanno portato a un rapido epilogo. L’attività investigativa ha permesso di dare un nome e un volto al responsabile dei vandalismi, era stata bruciata la corona di fiori collocata il 23 aprile accanto al monumento ai caduti di Castellarano. Con l’accusa di danneggiamento aggravato, i militari hanno denunciato un 61enne. L’episodio risale alla notte tra domenica e lunedì scorsi quando, a poche ore dalle celebrazioni ufficiali di sabato 25 aprile, era stata data alle fiamme la corona d’alloro deposta davanti al monumento ai caduti presso la chiesa di Santa Croce. I carabinieri di Castellarano accertamenti, partendo dall’analisi meticolosa dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nell’area. L’esame dei filmati ha permesso di isolare i movimenti di unsoggetto sospetto e di giungere alla sua identificazione. Le indagini dei carabinieri di Castellarano hanno ricondotto l’episodio al forte risentimento accumulato da un uomo che, nell’affrontare un delicato momento di natura sanitaria, avrebbe agito sotto la spinta di un profondo malessere emotivo. Al comandante della stazione, recatosi presso la sua abitazione, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità, mostrandosi pentito e manifestando una chiara richiesta d’aiuto. Preso atto della complessa condizione di fragilità in cui versava il 48enne, i militari hanno attivato le strutture sanitarie competenti per l’assistenza necessaria. Alla luce degli elementi di presunta responsabilità acquisiti a suo carico, il 48enne è stato pertanto denunciato per danneggiamento aggravato.