Anche CNA Reggio Emilia è molto critica nei confronti del governo e denuncia per voce del Presidente Andrea Tinelli: “Transizione 5.0: tagli fino al 65% e imprese escluse, così si mina la fiducia”
CNA Reggio Emilia sottolinea come quanto
previsto dal Decreto Fiscale in merito alla questione dei cosiddetti “Esodati di
Transizione 5.0” appaia paradossale. Imprese inizialmente escluse in modo
ingiustificato da un decreto ministeriale di fine novembre, a seguito di un taglio
retroattivo di cui si sta valutando anche la legittimità costituzionale, oggi
vengono solo parzialmente riammesse e con una riduzione del 65% del
contributo originario.
A ciò si aggiunge l’esclusione totale dagli incentivi per le imprese che avevano
effettuato investimenti nel fotovoltaico, una scelta che contraddice
apertamente gli obiettivi di sostenibilità.
“Siamo delusi e amareggiati – sottolinea il presidente di CNA Reggio Emilia,
Andrea Trinelli –: artigiani, commercianti e PMI non meritano di essere trattati
in questo modo. Come CNA non lasceremo nulla di intentato per tutelare le
imprese: stiamo valutando anche azioni legali, già percorse con successo in
passato, come nel caso della class action contro i produttori di camion, per
ottenere il rispetto – etico e fiscale – di chi ogni giorno contribuisce al benessere
della comunità.”
Tra le province di Reggio Emilia e Modena si stima che siano almeno trecento le
imprese che rischiano di trovarsi in gravi difficoltà finanziarie, a fronte di
investimenti effettuati sulla base di progetti regolarmente approvati dal
Ministero ma che oggi non potranno beneficiare delle agevolazioni previste. Le
imprese inizialmente escluse avevano infatti completato la propria parte
dell’iter, restando in attesa della documentazione dei gestori: un’esclusione
quindi non imputabile a loro responsabilità.
Per CNA Reggio Emilia è inoltre inaccettabile la motivazione fornita dal Governo,
secondo cui questa misura sarebbe necessaria per reperire risorse da destinare
al contrasto del caro energia legato alle tensioni geopolitiche in Eurasia. Una
logica che rischia di mettere le imprese le une contro le altre, o addirittura
contrapporle ai cittadini.Il sistema economico reggiano si è sempre fondato su un forte sviluppo
dell’artigianato e della piccola e media impresa, capace di generare ricchezza
diffusa e welfare per l’intero territorio.
“Ci aspettiamo che, in fase di conversione del decreto, il Governo individui le
risorse necessarie – conclude il presidente di CNA Reggio Emilia – affinché tutte
le imprese che hanno investito confidando nella certezza del diritto ricevano
quanto previsto dalla legge. In caso contrario, si confermerebbe una grave
rottura del rapporto di fiducia tra PMI e Governo.”
DECRETO FISCALE, CNA “300 IMPRESE TRA REGGIO E MODENA PERDERANNO I BENEFICI”




