La ristrutturazione dell’ala Sud del Seminario vescovile di Reggio Emilia, destinata ad ospitare la facoltà di Scienze Infermieristiche di Unimore, trova un importante alleato nel sistema Confcooperative Terre d’Emilia.
Un gruppo di imprese aderenti all’organizzazione, infatti, destinerà oltre 150.000 euro, in tre anni, alla realizzazione di un intervento che consentirà di accogliere oltre 800 studenti e di mettere a disposizione, su un’area di quasi 6.000 metri quadrati, 6 aule con 615 posti complessivi, 7 laboratori polifunzionali da 30 posti ciascuno con dotazione di letti ospedalieri, 6 sale studio, 5 aree di ristoro e 30 postazioni di lavoro per il personale.
L’intervento delle cooperative legate a Confcooperative Terre d’Emilia vede in cordata Emil Banca (la Banca di Credito Cooperativo del Gruppo Bcc Iccrea che nel reggiano ha 26 filiali e 15.500 soci), il centro di servizi e consulenze B.MORE (creato dalla centrale cooperativa per gestire servizi alle imprese) e le cooperative sociali Centro sociale Papa Giovanni XXIII (impegnato da decenni nell’accoglienza, a fianco di persone con dipendenze e nell’inclusione lavorativa), Progetto Crescere (una delle più importanti realtà di Confcooperative Terre d’Emilia nel campo dei servizi psico-educativi), CoresSai (impegnata nell’area socio-assistenziale, con particolare riferimento agli anziani e alla disabilità, in quella educativa, socio-occupazionale e nell’housing sociale), Dimora d’Abramo (la storica realtà d’accoglienza dei migranti, con servizi estesi alla mediazione culturale e all’accoglienza di donne sole con bambini).
Nel gruppo, insieme alla Federazione Diocesana Servizi agli Anziani (Fe.Di.S.A), nata 26 anni fa dalla collaborazione tra Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla e Confcooperative, vi poi cooperative e imprese sociali impegnate in modo particolare a fianco degli anziani. Si tratta delle cooperative Ceis (che, oltre a diversi servizi, gestisce una casa per anziani e una scuola d’infanzia), Società Cattolica di Gavassa (che gestisce la residenza per anziani Don Luigi Messori), San Michele Arcangelo (cui si deve la gestione dell’omonima casa di riposo di Pieve Modolena e di 2 scuole materne), Il Pilastro (attiva a San Polo d’Enza con strutture e servizi per anziani, disabili e infanzia) e dell’impresa sociale Casa Nazareth, che a Montecchio gestisce l’omonima residenza per anziani.
“Siamo molto grati a queste realtà – sottolinea il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia, Matteo Caramaschi – per la sensibilità con la quale hanno aderito al nostro invito; molte di loro, tra l’altro, avevano già aderito alla importante raccolta fondi che, d’intesa e a supporto del Comitato Reggio Città Universitaria, avevamo lanciato in occasione della precedente ristrutturazione dell’ala Nord del Seminario vescovile, già da tempo divenuta sede universitaria”.
“L’adesione al progetto – prosegue Caramaschi – è sostenuta da diverse ragioni, e in primo luogo dalla volontà di contribuire ad un’opera che vede impegnata la Chiesa reggiana, cui si deve la generosa messa a disposizione di questo grande immobile, che rilancia così la sua rinnovata funzione educativa nei riguardi dei giovani, unitamente a tutte le istituzioni locali (oltre che alla Regione Emilia-Romagna), professionisti, singoli cittadini e diverse espressioni del sistema imprenditoriale locale”.
“Contemporaneamente – sottolinea il presidente di Confcooperative Terre d’Emilia – è evidente il grande impatto di quest’opera per il futuro dei servizi di cura alle persone, che vedono impegnate anche molte nostre associate e oggi scontano una evidente carenza di personale infermieristico”.
“Per il nostro territorio, ed in particolare per la città – conclude Caramaschi – crediamo che questo straordinario arricchimento e qualificazione della proposta formativa sia anche un’occasione importante di attrattività, con tutte le positive ricadute che questo può generare”.




