Un uomo in stato stato di alterazione è salito su autobus di Seta, sulla linea 93 Cadelbosco di Sopra-Reggio Emilia, dove ha molestato verbalmente una ragazzina di 16 anni. Un’altra giovane, che ha assistito alla scena, ha preso le difese della minorenne e poi qualcuno a bordo del mezzo ha spruzzato spray urticante, costringendo l’autista a fermare il bus, aprire le porte e fare scendere tutti i passeggeri.
A denunciare la vicenda Gaetano Capozza, segretario della Cisl reggiana. Ora sui fatti indagano i carabinieri.

“Domenica scorsa – ha dichiarato Gaetano Capozza, segretario Fit Cisl di Reggio Emilia – una coraggiosa autista ha dovuto gestire da sola molestie sessuali su una minore e un’aggressione con spray urticante, senza un pulsante antipanico a bordo, senza un collegamento efficace con la centrale operativa Seta e senza una filodiffusione deterrente. Nel 2026 non è accettabile”.

La vicenda è stata discussa in Prefettura con i sindacati di categoria durante un focus programmato sulla sicurezza. Oggi i Carabinieri hanno acquisito i filmati di videosorveglianza a bordo del mezzo. Rosalinda, 53 anni, vent’anni di esperienza come autista, è esausta. Lunedì scorso ha sporto denuncia e ora ha deciso di spendersi in prima persona per ottenere più sicurezza a sui mezzi del Tpl. “Amo questo lavoro. Ho una figlia della stessa età della ragazza molestata e, pensando a lei, ritengo giusto rivolgermi a tutta Reggio Emilia: non è possibile lavorare e viaggiare con la paura di essere aggredite e voglio contribuire ad un cambiamento indispensabile”.

Il 15 marzo, poco prima delle 14:00, alla fermata di Cadelbosco Sopra, salgono sull’autobus 93, già affollato, una decina di persone. Tra di loro un uomo sui 40-50 anni in evidente stato di alterazione, già noto alla conducente per comportamenti molesti verso i passeggeri anche sulla linea serale numero 195. “Appena salito mi ha ordinato, urlando, di mettere della musica. Ho evitato di reagire. Avanziamo verso Reggio quando, all’altezza di Sesso, sento la sua voce roca inconfondibile. Tra la fermata del Tribunale e quella del Campo volo ha detto cose orrende a una ragazzina di 15-16 anni, insulti a sfondo sessuale, ripetuti più volte. Una giovane donna ha preso le sue difese, urlando all’aggressore di vergognarsi”.

Passano pochi minuti, Rosalinda guida tenendo d’occhio i passeggeri con lo specchietto, cerca una fermata sicura e, mancando il pulsante antipanico, chiama il 112, informando ad alta voce gli utenti che ha allertato i Carabinieri. Non basta. Mentre il mezzo sta arrivando alla rotonda nei pressi di piazzale Europa, in zona Cim, i passeggeri corrono tutti verso il lato anteriore: qualcuno ha usato uno spray urticante. “La ragazzina molestata mi è corsa incontro con le lacrime agli occhi, chiedendomi di farla scendere. Mi sono buttata dentro Piazzale Europa e ho aperto le porte. Credetemi: non riuscivo più a respirare”. All’arrivo dei Carabinieri e dell’ambulanza, pochi dopo, la maggior parte dei passeggeri si era già dileguata.

Rosalinda ha riferito tutto ai Carabinieri, che ringrazia, ed è stata poi visitata al Pronto Soccorso del Santa Maria Nuova. “Spero che l’autore delle molestie venga rintracciato – conclude Rosalinda –. Altrimenti questo mestiere, già duro, rischia di diventare impossibile per una donna. Valutando la situazione, ho deciso di tornare in Trentino, dove ho la residenza. A Reggio e Modena ho iniziato la carriera ma ora sono costretta a proseguirla altrove”.

Dopo l’aggressione contro un controllore a Scandiano, il sindacato aveva lanciato dodici proposte per la sicurezza, discusse stamane in Prefettura. Il nodo principale è quello di permettere un collegamento rapido tra chi chiede aiuto e chi deve intervenire. “La storia di Rosalinda dimostra l’urgenza di creare standard efficaci e uniformi per tutti i mezzi del tpl. Quelli di Seta e quelli delle aziende in appalto. Un autista è responsabile della sicurezza delle persone e non può dover guidare, tenere a bada il panico a bordo e dover armeggiare col telefono per avvisare le forze dell’ordine. E’ davvero giunto il tempo di cambiare passo”, conclude Capozza.