E’ ben lontano dall’esaurirsi il dibattito politico innescato dalla scoperta che il centro sociale AQ16 di via fratelli Manfredi è attivo da 23 anni senza alcuna autorizzazione né convenzione con il Comune di Reggio.
Dopo la conferenza stampa di ieri in cui gli attivisti dello spazio sociale si sono detti pronti a regolarizzare la loro posizione rimarcando un dialogo in essere con l’amministrazione comunale e puntando il dito contro Fratelli d’Italia per l’attacco, è proprio dal partito della Meloni che arriva la controrisposta. “23 anni di roulette con la sicurezza con la sicurezza dei ragazzi di Reggio Emilia”, tuonano da Fratelli d’Italia richiamando la strage di crans montana in termini di carenza di sicurezza. Ed è proprio questo paragone ad acuire il dibattito con un intervento di Alleanza verdi e sinistra che, anche per voce del consigliere regionale Paolo Burani , ritiene inaccettabile il paragone e sottolinea il valore di aggregazione sociale rappresentato dal centro sociale.
Il dibattito prosegue con gli interventi del capogruppo della lega Alessandro Rinaldi che chiede alla giunta Massari di spiegare ai cittadini perché le regole valgono solo per alcuni e l’avvocato Giovanni tarquini di Reggio Civica che si complimenta con i consiglieri di Fratelli d’Italia per l’attività svolta e invita la giunta ad andare a casa. E ancora i consiglieri di Coalizione Civica Dario de Lucia e Fabrizio aguzzali che rimarcano che Aq16 non è Askatasuna e che gli attivisti non sono pericolosi e usano da tempo il metodo democratico per l’azione politica. I due consiglieri chiedono al sindaco Massari e all’assessore Prandi di arrivare a una convenzione, prendendo esempio dall’accordo fatto della Provincia nel 2019 con la realtà di Casa Bettola




