Violenza sessuale di gruppo, arrestato a Reggio un 67enne originario del salernitano condannato a 7 anni di reclusione per una brutale aggressione avvenuta nel 2011 in un comune del salernitano in un capannone ai danni di una donna che, all’epoca dei fatti, aveva 38 anni e aveva risposto ad un’offerta di lavoro mai immaginando di ritrovarsi stuprata sotto la minaccia di una pistola.
Questi i fatti, la donna, accompagnata da quest’uomo nel luogo in cui si sarebbe dovuto tenere il colloquio di lavoro, è stata portata in un capannone isolato, trasformato per ore in un teatro di abusi. Segregata e terrorizzata, l’allora 38enne è stata sottoposta a ripetuti stupri da parte di quest’uomo e di due complici. Mentre uno degli aggressori consumava la violenza, gli altri, a turno, puntavano una pistola alla testa della vittima, intimandole il silenzio con il terrore di un’esecuzione imminente. Nonostante i tentativi degli aguzzini di comprare il suo silenzio e le pesanti minacce di morte, la donna non si è piegata. La sua denuncia ai Carabinieri ha dato il via 15 anni fa ad un’indagine meticolosa che ha permesso di identificare i colpevoli. L’iter processuale si è concluso lo scorso 9 febbraio 2026, quando la sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore è diventata irrevocabile. L’uomo è stato riconosciuto colpevole e condannato a 7 anni di reclusione, oltre a pesanti pene accessorie che prevedono l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, da incarichi in strutture frequentate da minori e la perdita del diritto agli alimenti e alla successione.




