Analisi Lapam Confartigianato sul comparto meccanica: «Il contesto geopolitico aumenta l’incertezza»
All’indomani della conclusione del MECSPE, l’ufficio studi Lapam Confartigianato ha svolto un’indagine sul comparto della meccanica. Che la meccanica sia uno dei pilastri della manifattura nel nostro territorio ormai è noto: il comparto conta oltre 3 mila imprese registrate in provincia di Reggio Emilia, pari al 5,8% del totale. Il settore conta quasi 41 mila addetti nel reggiano. La presenza di micro e piccole imprese è forte e gli addetti di imprese della meccanica con meno di 50 dipendenti rappresentano il 6,9% degli addetti totali in provincia di Reggio Emilia (ampiamente sopra al 4% medio nazionale). Nel 2025 le esportazioni nazionali della meccanica tornano in crescita registrando un +3,9%, sostenute soprattutto da macchinari e prodotti in metallo, con un segno positivo in Germania, dove si osserva un +3,9%, e Stati Uniti, che segna un +2,5%: i due paesi sono i principali mercati di destinazione. In provincia di Reggio Emilia le esportazioni della meccanica rimangono in calo anche nei primi nove mesi del 2025, segnando un -3,1%, tuttavia in miglioramento rispetto all’anno 2024, in cui Reggio Emilia registrava un -10,1%. In particolare, l’export di macchinari, che aveva subìto cali a doppia cifra nel 2024 con un -12,3% a Reggio Emilia, prosegue nei primi nove mesi del 2025 con un calo meno accentuato, segnando un -2,5% a Reggio Emilia. L’export verso la Germania riparte, dopo un 2024 di frenata: l’area reggiana aveva registrato un calo delle esportazioni meccaniche del 15,6%. Nei primi nove mesi del 2025 l’export reggiano è in tenuta, con una ripartenza più accentuata dell’export di macchinari che segnano un +4,5% verso il partner teutonico. Al contrario, frena a doppia cifra l’export di meccanica verso gli Stati Uniti che nei primi nove mesi del 2025 segna un -12,2% a Reggio Emilia. Penalizzato in particolare l’export di macchinari, di cui gli USA sono il secondo principale paese di destinazione dopo la Germania, con cali a doppia cifra del 12,9% per il reggiano. A questa complessa e delicata fase di ripresa si sovrappongono le incertezze con lo scoppio della guerra in Iran e ai vicini Paesi del Golfo. I prodotti della meccanica sono infatti quelli maggiormente esportati in Medio Oriente. Al top i macchinari, che negli ultimi 12 mesi a settembre 2025 realizzano esportazioni nell’area per 114 milioni di euro nel reggiano (il 2,4% dell’export del settore). «Gli scenari geopolitici attuali – commenta Davide Gruppi, presidente Lapam Confartigianato Meccanica e presidente della categoria Meccanica per Confartigianato Emilia-Romagna – non permettono di guardare con positività al futuro e non possiamo considerarci fuori dalla crisi. L’incertezza che caratterizza questo momento storico sicuramente non favorisce il sistema produttivo e comporterà con tutta probabilità un aumento dei costi dell’energia e delle materie prime che penalizzeranno le realtà produttive e andranno a impattare anche sulla capacità di adattamento che ha sempre contraddistinto le piccole e medie imprese e che ha da sempre permesso a loro di continuare a operare all’insegna della qualità e della specializzazione che caratterizza il Made in Italy».




