Non è ancora stata scritta la parola fine sul caso giudiziario che riguarda la vicenda di Saman Abbas, la ragazzina pachistana 18enne che viveva a Novellara (Bassa reggiana) e che il primo maggio del 2021 è stata ivi uccisa e sepolta dalla sua stessa famiglia per avere rifiutato le nozze combinate dal clan, antico lignaggio del Paese d’origine.
Lo riporta oggi in edicola la locandina e la pagina reggiana del Carlino. La madre di Saman, la 52enne Nazia Shaheen, già condannata all’ergastolo in Appello con l’accusa di omicidio, è ancora imputata in un altro procedimento che la riguarda, quello di tentata costrizione al matrimonio, reato per il quale la Procura ne ha chiesto un ulteriore rinvio a giudizio. Per lo stesso motivo la donna era già stata indagata 5 anni in concorso con il marito Shabbar Abbas. L’indagine sulla costrizione al matrimonio era nata dalla stessa ragazzina Saman, che, allora in vita, nel novembre del 2020, si era rivolta ai servizi sociali di Novellara per denunciare che si i suoi genitori avevano già acquistato i biglietti per fare ritorno in Pakistan, dove nel dicembre dello stesso anno era già stato organizzato il suo matrimonio con il cugino più grande.




