Nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 16 febbraio, il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari ha informato il Consiglio comunale che nella giornata di venerdì 13 febbraio gli uffici del servizio Pianificazione urbanistica ed Edilizia privata del Comune hanno rilasciato i permessi di costruire relativi all’intervento PRU-IP6-Ospizio, cioè il progetto di riqualificazione urbana presentato da Conad Centro Nord, che riguarda un’area privata urbanizzata di circa 45.000 mq.
Non si è fatta attendere la risposta dell’assemblea permanente Bosco Ospizio, da mesi in campo con numerose proteste. In sintesi il gruppo di cittadini e residenti accusa il sindaco Marco Massari e la sua giunta di presentare l’operazione come un successo ambientale, con alberi, compensazioni, trasferimento di animali. Mentre per l’associazione a difesa del bosco si tratta di una distruzione irreversibile di un ecosistema maturo. L’assemblea poi sottolinea di non essere stata ascoltata e annuncia mobilitazioni per difendere il bosco fino all’ultimo albero.
Spiega le sue ragioni l’assemblea permanente Bosco Ospizio: “Ora sappiamo ufficialmnete che il 13 febbraio 2026 il Comune di Reggio Emilia ha rilasciato i permessi a costruire per il progetto PRU IP-6 Ospizio. Il cantiere partirà a luglio. Oltre 31.000 metri quadrati di bosco urbano maturo verranno cementificati per fare spazio all’ennesimo supermercato Conad.
Il sindaco Marco Massari ne ha dato comunicazione nel Consiglio Comunale di lunedì 16/02 presentando questa autorizzazione come un successo: 1.572 alberi piantati, vernici anti-inquinanti sulle facciate, 7 ricci trasferiti in siti sicuri, “miglioramenti significativi ottenuti dall’interlocuzione con il comitato”. Noi non siamo un comitato. Siamo un’Assemblea Permanente di cittadine e cittadini, e né il Comune né Conad hanno mai scelto di interloquire davvero con noi. L’amministrazione è rimasta silente e/o sorda per oltre un anno e mezzo, e quello che oggi chiama successo noi lo chiamiamo con il suo nome: distruzione di un ecosistema.
I numeri che il sindaco non cita: 492 alberi maturi presenti oggi contro i 1.572 alberelli giovani promessi contornati da cemento, 31.000 mq impermeabilizzati, 331 tonnellate di CO2 prodotte ogni anno – 217 delle quali “comprate” con crediti di carbonio. Nessuna piantumazione ricrea un bosco spontaneo. Nessuna vernice brevettata sostituisce orchidee protette e biodiversità consolidata.
Questa amministrazione – continua – approva regolamenti per la giustizia climatica e poi autorizza la cementificazione di uno dei pochi polmoni verdi rimasti in città. Conad, dal canto suo, parla di “rigenerazione urbana”: ma non si rigenera ciò che è già vivo. È come demolire un palazzo storico e commissionare uno studio sulla bellezza del palazzo che costruiranno al suo posto. Quanto al capriolo “salvato” celebrato nel comunicato aziendale: fu salvato dai nostri attivisti (contro cui Conad non ha mancato di esporre denuncia) che bloccarono i mezzi e chiamarono i soccorsi. La risposta di Conad fu denunciarci per violazione di proprietà privata. L’Assemblea Permanente Bosco Ospizio – conclude – si mobiliterà immediatamente. Un bosco si difende finché c’è un albero in piedi”.




