Si avvicina la ricorrenza della Battaglia di Fabbrico del 1945, ricordata il 27 febbraio con una commemorazione in paese. E come ogni anno torna la polemica sulla presenza di una rappresentanza di Centro Studi Italia e Unione Combattenti Rsi che, sempre vigilata dalle forze dell’ordine, commemora i militari della Repubblica sociale italiana, vittime di quello scontro a fuoco. Una presenza “non gradita”, già in passato al centro di richieste di divieto, che però non è mai arrivato dalle competenti istituzioni per l’ordine pubblico.
Anzi, dopo che il Comitato per sicurezza e ordine pubblico ancora una volta ha autorizzato la manifestazione, il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno presentato dalla lista civica di centrosinistra, Progetto Fabbrico, che esprime disappunto per tale decisione e impegna il sindaco a comunicarlo ai componenti dello stesso Comitato. “Negli anni – dicono da Progetto Fabbrico – Comune, Anpi, organizzazioni sindacali, alcuni partiti, associazioni e numerosi cittadini hanno formalmente chiesto al Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di evitare lo svolgimento contemporaneo delle manifestazioni”. Ma di fronte ad assenza di situazioni di rischio per l’ordine pubblico, la manifestazione del Centro Studi Italia non è mai stata proibita.




