Giangiacomo Magnani, il forte difensore centrale 29enne di Fabbrico, ha spiegato a Fonte live Sicilia i motivi che lo hanno indotto a scegliere la Reggiana e poi il ritorno al Palermo.
“Durante il ritiro estivo mia moglie Eleonora si è sottoposta ad un esame diagnostico – ha esordito Magnani – che ha rivelato un dubbio, poi purtroppo confermato. Agosto è stato il mese più difficile della mia vita, esami su esami: avevo deciso di smettere. Non avevo intenzione di continuare a giocare a calcio e avevo comunicato al Palermo questa scelta. Il mio entourage ha però trovato delle soluzioni, insieme al Palermo, per non creare un danno alla mia carriera e così ho fatto la migliore scelta possibile: Reggio Emilia, anche dal punto di vista logistico. La vita va sempre vissuta e affrontata, anche se arrivano dei momenti duri. Sono stati mesi difficilissimi, di cure: fortunatamente le cose sono andate bene. Non è ancora finita, chi affronta queste cose sa che ci vogliono anni”.
“Non ho pensato ad altro che tornare qui. Quando ricevi tanto devi essere sempre riconoscente. Al di là dei soldi, tutte cose che non sono stati importanti in questi mesi. Devo ringraziare il Palermo che mi ha riconosciuto i due mesi in cui sono stato sotto corretto, quindi le mensilità di luglio e agosto. Io ho rinunciato a una parte del mio ingaggio come gesto di riconoscenza al City Group e loro hanno deciso di spalmare la rimanenza nei prossimi due anni. Ringraziarli mi sembrava il minimo per le possibilità date”.
I motivi intimi di una scelta difficile dettata da ragioni profonde: “Essere qui oggi per me ha più di un significato. Sono estremamente contento di tornare a indossare la maglia del Palermo. Vorrei ringraziare le persone di Reggio Emilia, la Reggiana, le persone che si sono prese cura di me, ma anche il Palermo, nella persone di Osti, Gardini, Inzaghi e i ragazzi. Si sono tutti resi presenti e disponibili per qualsiasi necessità”.
Un periodo cupo: “Sono stati mesi difficili guardando indietro, è difficile parlarne ma spero che il futuro ci dia qualcosa di più sereno e sarebbe sufficiente. Si è parlato tanto di me, ma io non sono il protagonista di questa storia. Avrei pagato per esserlo. Riprendo un messaggio che mi ha scritto una persona di Palermo: ‘Ti auguro la metà della forza che ha avuto quella donna’. Ed è la verità. Tutto ciò che ho fatto finora è merito suo e sono qui per ringraziarla. Non ha mai abbassato la testa ed è stata molto più forte di me, se sono qui è merito suo. Le volevo dire grazie e che è un esempio”.
La condizione fisica è tornata, pronto a tornare in campo: “Sto bene. Questa settimana dovrei allenarmi con la squadra. Spero di essere a disposizione per la prossima partita con l’Empoli. So di rientrare in un contesto diverso, sono a conoscenza della solidità difensiva, ma non è importante. Sono qui per riconoscenza alla città, della gente e della società. Se riuscirò ad essere utile in campo, benissimo. Fuori dal campo, stessa cosa. Se mi avessero detto vieni qua senza giocare una partita sarei tornato comunque”.
Con la maglia granata: “Giocare davanti a chi sapeva, Reggio Emilia è piccola, volevo che portasse qualcosa alla gente, la vita va sempre vissuta e affrontata anche davanti a momenti terribili. Poi ci sono stati mesi di cure, mesi difficilissimi, e fortunatamente le cose poi sono andate abbastanza bene e si è creata la possibilità di tornare a gennaio. Non è ancora finita, chi vive queste cose sa che ci vorranno anni. Penso, però, di poter dire che possiamo guardare il futuro in maniera più serena. Non è semplicissimo parlare di questi mesi”.
Da Reggio a Palermo: “A gennaio si aperta la possibilità di ritornare perché mia moglie ha subito un intervento chirurgico conclusivo rispetto alle cure e adesso aspettiamo risposte finali e speriamo che siano negative e quindi positive così che possa venire qua a breve con i nostri figli. Il rientro a Palermo è un atto dovuto. Ho letto anche alcune polemiche e mi è dispiaciuto. Dove c’è poca chiarezza ognuno, giustamente, dice la sua. Il mio rientro qui è dispiaciuto ai tifosi della Reggiana. Vorrei precisare che la mia non è stata una scelta in estate, i medici hanno scelto per noi. Il mio è stato un atto istintivo nei confronti del Palermo”.




