Non si placa la polemica sul caso Gianluca Cantergiani, ex capogruppo del Pd in Sala del Tricolore e ora assunto nello staff del sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari.
Tutta l’opposizione ha depositato un’interpellanza al primo cittadino per chiarire il suo effettivo ruolo.
L’interrogazione è firmata da dodici consiglieri: Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli (Coalizione Civica), Giovanni Tarquini e Carmine Migale (Reggio Civica), Claudio Bassi (Forza Italia), Alessandro Rinaldi (Lega), Cristian Paglialonga, Letizia Davoli, Lorenzo Melioli, Alessandro Aragona, Mattia Marziani e l’onorevole Gianluca Vinci di Fratelli d’Italia.
Nel documento si chiedono “chiarimenti puntuali sui compiti effettivamente svolti dal dott. Gianluca Cantergiani, ex capogruppo e ex segretario cittadino del Partito Democratico, assunto ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 267/2000, e sul suo coinvolgimento nella gestione e nel coordinamento degli atti consiliari”.
L’iniziativa arriva dopo un colloquio chiarificatore richiesto e ottenuto con il segretario generale del Comune, dottor Marengo, incontro che aveva l’obiettivo di fare luce sul coinvolgimento di Cantergiani nella gestione e nel coordinamento degli atti consiliari e, in particolare, sugli accessi agli atti da parte dei consiglieri comunali. Secondo l’opposizione, infatti, Cantergiani avrebbe avuto accesso ai flussi documentali e la possibilità di incidere sulla tempistica delle risposte.
Spiegano i consiglieri che al termine dell’incontro erano state concordate alcune prassi operative e la redazione di un verbale. Tuttavia, successivamente, è giunta una comunicazione del segretario generale nella quale si affermava che la verbalizzazione “avrebbe potuto prestarsi a letture improprie, non corrette e potenzialmente lesive”, rischiando di ingenerare fraintendimenti. Una posizione che, secondo l’opposizione, ha evidenziato un evidente imbarazzo e ha sollevato ulteriori perplessità.
Alla luce della mancata formalizzazione degli esiti del confronto, tutte le forze di opposizione hanno quindi deciso di portare la questione direttamente all’attenzione del sindaco, presentando un’interpellanza sugli stessi temi.
Obiettivo dichiarato è garantire procedure certe, tracciabili e uniformi nella gestione degli atti consiliari e delle richieste documentali, nel pieno rispetto delle prerogative di tutti i consiglieri, con particolare riferimento alle minoranze. Nell’interpellanza si chiede di “chiarire la catena di responsabilità, il perimetro delle mansioni, gli accessi ai flussi documentali e le garanzie di terzietà, anche alla luce della voce contrattuale che prevede “attività di raccordo con il Consiglio comunale e con le Commissioni consiliari”.
Dai documenti Cantergiani risulta assegnato all’Unità organizzativa di supporto alle attività del sindaco, della giunta e degli assessori, con il profilo di “Funzionario Servizi di Comunicazione”, area Funzionari/EQ, con un contratto part-time di 18 ore settimanali. Sempre secondo la documentazione, il trattamento economico ammonta a 26.691 euro lordi annui, oltre a un emolumento unico accessorio di 7.500 euro lordi, corrisposto su 13 mensilità, più il trattamento tabellare previsto dal contratto collettivo nazionale.
Tra le mansioni indicate figurano le relazioni istituzionali, i rapporti con cittadini, stakeholder, consulte e comitati, i processi partecipativi, la raccolta ed elaborazione di dati per le risposte ai cittadini e il raccordo con Consiglio e Commissioni, con particolare attenzione alla semplificazione delle comunicazioni con i consiglieri e alla digitalizzazione dell’organo collegiale. È inoltre specificato che il funzionario non può svolgere attività gestionali o istituzionali proprie dell’Amministrazione.
“La città ha bisogno di scelte chiare – sottolineano i consiglieri di opposizione – e non è tollerabile alcuna zona grigia sulla gestione degli atti consiliari”. Le richieste documentali e gli atti del Consiglio, aggiungono, devono seguire regole trasparenti e verificabili, senza interferenze né filtri politici, reali o anche solo percepiti.
Da qui la richiesta di risposte pubbliche e di eventuali atti conseguenti. “Se il ruolo è esclusivamente di supporto organizzativo e digitale – concludono – lo si definisca con precisione. Se invece esiste anche solo il sospetto che qualcuno possa incidere su tempi, modalità o contenuti dei riscontri agli atti consiliari, il sindaco deve intervenire per ristabilire un perimetro inequivocabile e garantire un clima istituzionale corretto”.
In assenza di rassicurazioni, l’opposizione annuncia la possibilità di ulteriori iniziative a tutela delle prerogative dei consiglieri e della trasparenza dell’istituzione.




