Un ponte sospeso a 20 metri di altezza, un cantiere in corso nel cuore dell’Appennino e una squadra di tecnici al lavoro per garantire la sicurezza di uno dei manufatti più delicati della rete provinciale.
Il ponte sul Rio Goredo, lungo la Strada Provinciale 15 nel Comune di Ventasso, è stato al centro del sopralluogo effettuato dal Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni, accompagnato dal sindaco di Ventasso Enrico Ferretti e dal consigliere provinciale con delega alla Montagna Elio Ivo Sassi. Presenti anche i tecnici del Servizio Infrastrutture, guidati dall’ingegnere Giuseppe Tummino.
L’intervento, dal valore complessivo di circa 960 mila euro, è tra i più complessi oggi in corso sul territorio provinciale, sia per le difficoltà logistiche – la quota e l’altezza del ponte impongono lavorazioni con ponteggi sospesi – sia per la natura strutturale dell’opera, costruita negli anni ’50 e oggi oggetto di rinforzo di archi, travi e pilastri mediante incamiciatura e Spritz Beton ad alte prestazioni.
“Questo è uno dei cantieri che più rappresentano la competenza tecnica e la responsabilità istituzionale della Provincia – ha dichiarato il presidente Giorgio Zanni durante la visita –. Intervenire in contesti come questo significa investire risorse, ma anche professionalità e passione, per garantire sicurezza e continuità viaria a comunità che vivono in aree periferiche.
È il segno concreto di un ente che lavora ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, per tenere unito il territorio.»
Il sindaco di Ventasso Enrico Ferretti ha espresso soddisfazione per l’attenzione rivolta all’Appennino, aggiungendo un ringraziamento alla Provincia: «Questo intervento testimonia una presenza reale della Provincia nelle zone più alte e difficili. Per i cittadini di Ventasso la sicurezza stradale è una priorità quotidiana, e opere come questa fanno davvero la differenza.
Ringrazio la Provincia di Reggio Emilia per l’impegno e la costanza con cui continua a presidiare il nostro territorio.»
Anche il consigliere delegato Elio Ivo Sassi ha sottolineato l’importanza strategica dei cantieri in montagna: «Ogni investimento in Appennino ha un valore doppio: tecnico e sociale. Significa garantire collegamenti sicuri, sostenere le comunità e contrastare lo spopolamento. È un lavoro che la Provincia porta avanti con determinazione e concretezza”.
Il ponte sul Rio Goredo non è solo un’infrastruttura di rilievo locale, ma rappresenta un nodo strategico di collegamento tra il territorio reggiano, la Toscana e la provincia di Parma.
Una posizione apparentemente periferica, ma in realtà cruciale per la mobilità dell’intero Appennino, sia per la rete viaria ordinaria sia per i collegamenti interregionali che attraversano i valichi tra Emilia-Romagna e Toscana. La messa in sicurezza di quest’opera contribuisce dunque a rafforzare la connessione tra territori montani e pianura, garantendo continuità e sicurezza a cittadini, lavoratori e imprese.
Il cantiere del Rio Goredo rientra nel programma provinciale per la messa in sicurezza di ponti e viadotti, un piano articolato in circa dieci anni (periodo 2020-2029) che vale complessivamente oltre 68 milioni di euro, tra interventi già realizzati, in corso e programmati. Negli ultimi anni la Provincia ha portato a termine opere per circa 26 milioni di euro, mentre altri 12 milioni sono attualmente impegnati in cantieri aperti o in fase di avvio. A questi si aggiungono circa 30 milioni di euro di interventi già progettati o per i quali si stanno ricercando nuove risorse da destinare in futuro alle grandi infrastrutture, dal Po fino all’Appennino.
Si tratta di risorse straordinarie, ottenute quasi interamente tramite fondi statali e ministeriali vincolati, che la Provincia di Reggio Emilia è riuscita ad attrarre grazie a progettualità solide, competenze tecniche e capacità amministrativa. Un risultato che testimonia l’efficacia dell’ente nel cogliere ogni opportunità di finanziamento disponibile per la sicurezza del territorio, ma che al tempo stesso non garantisce una reale autonomia finanziaria.
“Dietro ogni cantiere – ha sottolineato il presidente Zanni – c’è un grande lavoro di squadra, ma resta il paradosso di un ente che gestisce oltre 1.000 chilometri di strade e decine di ponti senza una dotazione stabile e autonoma. Ogni volta che otteniamo fondi o restituiamo utili allo Stato, sottraiamo risorse che potrebbero restare qui, per strade più sicure e scuole più moderne.
La nostra priorità è che i territori possano trattenere parte di ciò che producono, per reinvestirlo in sicurezza e servizi”.
Dal punto di vista tecnico, l’intervento sul ponte del Rio Goredo prevede il rinforzo strutturale dell’arco, delle colonne e delle travi di impalcato, la posa di nuove barriere H2 e l’adeguamento ai carichi stradali previsti dalle Norme Tecniche 2018, con un sensibile incremento della capacità portante.
I lavori proseguiranno fino alla primavera del 2026.
“È un cantiere che parla di futuro – hanno concluso i tecnici del Servizio Infrastrutture per voce dell’Ing. Giuseppe Tummino – perché unisce tecniche di alta ingegneria, sicurezza dei lavoratori e attenzione all’ambiente montano. La sfida più grande è stata portare mezzi e materiali in quota e lavorare sospesi a oltre 20 metri d’altezza: un lavoro silenzioso ma decisivo per il territorio.”.




