Oggi venerdì 30 gennaio cade l’82esimo anniversario della fucilazione al Poligono di tiro di Reggio Emilia di don Pasquino Borghi e altri otto antifascisti a Reggio Emilia. Il 30 gennaio 1944, a poco più di un mese dall’uccisione dei sette fratelli Cervi e di Quarto Camurri, nello stesso luogo, i fascisti fucilarono per rappresaglia don Pasquino Borghi (partigiano senza pistola e senza fucile con il nome di Albertario), Ferruccio Battini, Romeo Benassi, Umberto Dodi, Dario Gaiti, Destino Giovannetti, Enrico Menozzi, Contardo Trentini ed Enrico Zambonini.
Venerdì le celebrazioni si sono aperte alle ore 10 al Poligono di tiro di via Paterlini 17 per rendere omaggio ai nove caduti con gli interventi del sindaco di Reggio Emilia Marco Massari e del presidente di Alpi-Apc Elio Ivo Sassi in rappresentanza delle Associazioni partigiane. Poi nella Basilica della Ghiara il vicario generale monsignor Giovanni Rossi ha celebrato una messa in suffragio. Infine alle ore 12.15 deposta una corona presso la lapide commemorativa in vicolo dei Servi, collocata sul retro dell’Ostello della Ghiara, nelle cui adiacenze sorgeva il luogo di detenzione fascista dove furono rinchiusi don Borghi e gli altri antifascisti prima dell’esecuzione.
Le iniziative sono promosse da Comune di Reggio Emilia, Provincia, associazioni partigiane Anpi, Alpi, Apc, Anppia, Istituto “Alcide Cervi”, Istoreco e Ufficio scolastico di Reggio Emilia.




