C’è attesa per il tavolo di crisi convocato per oggi pomeriggio in Regione Emilia-Romagna sulla vertenza Inalca, passaggio considerato decisivo dai sindacati per capire se esistono margini concreti per evitare i licenziamenti annunciati dall’azienda. Ha detto Valerio Bondi della Filcams Cgil: “L’obiettivo è ottenere la proroga della cassa integrazione. Attualmente la misura ha come scadenza il 10 febbraio, e senza una valida alternativa il rischio è che i licenziamenti diventino automatici a partire da quella data”.
Le motivazioni della crisi di Inalca vanno ricercate nell’incendio dell’11 febbraio 2025, che ha distrutto lo stabilimento di Reggio Emilia, uno dei principali poli di lavorazione carni del gruppo Cremonini.

“Il Comune di Reggio Emilia chiami a raccolta i reggiani per una grande manifestazione davanti ai cancelli di Inalca, prima che scada la cassa integrazione”, aveva detto la leader di Cisl Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo. E aveva continuato: “Inalca è un dramma e una ferita enorme che tocca tutta la città – tuona la segretaria confederale – Con 165 lavoratori in ballo, dopo 11 mesi di sacrifici pesantissimi, è la più grave emergenza degli ultimi 20 anni a questa parte in città dopo le crisi di Aia e Giglio. Oltre a ribadire il pieno sostegno alle categorie sindacali che stanno seguendo la crisi, da cittadina, prima ancora che da sindacalista, riterrei eccezionale, il segno tangibile di una comunità che sa e vuole reagire, se il Sindaco Massari e la sua giunta chiamassero a raccolta i reggiani e le reggiane per una grande manifestazione civica davanti ai cancelli di via Due Canali”.