“Il Comune chiami a raccolta i reggiani per una grande manifestazione davanti ai cancelli di Inalca, prima che scada la cassa integrazione”. A lanciare l’appello è la leader di Cisl Emilia Centrale, Rosamaria Papaleo con una presa di posizione molto più forte dei sindacati di categoria alimentare che venerdì siederanno al tavolo di crisi in Regione per trattare col Gruppo Cremonini che ha annunciato LICENZIAMENTI DI MASSA per il sito produttivo di lavorazione carne devastato dall’incendio di un anno fa.
“Inalca è un dramma e una ferita enorme che tocca tutta la città – tuona la segretaria confederale – Con 165 lavoratori in ballo, dopo 11 mesi di sacrifici pesantissimi, è la più grave emergenza degli ultimi 20 anni a questa parte in città dopo le crisi di Aia e Giglio. Oltre a ribadire il pieno sostegno alle categorie sindacali che stanno seguendo la crisi, da cittadina, prima ancora che da sindacalista, riterrei eccezionale, il segno tangibile di una comunità che sa e vuole reagire, se il Sindaco Massari e la sua giunta chiamassero a raccolta i reggiani e le reggiane per una grande manifestazione civica davanti ai cancelli di via Due Canali”.
Papaleo poi torna sulle modalità dell’azienda: “Ha ribaltato garanzie che fin qui parevano inscalfibili. Esuberi e niente riassorbimento nei poli di Piacenza, del modenese, di Pegognaga. Solo cassa integrazione, in scadenza tra 20 giorni e poi la corsa contro il tempo per avere sei mesi di cassa. Parliamo di uomini e donne che, in molti casi, 48 ore dopo l’incendio sono partiti sulle navette per andare nei poli Inalca, dando un significato profondo alla parola sacrificio. Il sacrificio che si fa per tenersi stretto un lavoro, un reddito, la propria dignità. Il rogo Inalca è stata, inoltre, una ferita ambientale e urbanistica. Ed è stato uno schiaffo alla città, che ha accolto questa impresa per tanto tempo ricevendo in cambio il no ad investire sul territorio, nonostante l’impegno dei sindacati, del Comune, della Provincia e della Regione. Istituzioni cui desidero dire: grazie. Ecco perché, prima che scada la cassa integrazione, serve una grande mobilitazione del territorio. Sperando sempre che davanti alla Regione l’azienda decida di cambiare rotta e di costruire futuro per i lavoratori che fin qui l’hanno servita”.
Infine, suggerisce un possibile raggio d’azione. “Sottoponiamo a Comune e Provincia, la necessità, urgente, di affrontare lo straordinario con strumenti di navigazione nuovi. Il primo dei quali può essere una task force a guida comunale/provinciale, una cabina di regia, una unità di crisi, ognuno la chiami come vuole, capace di riunire chi lavora e chi dà lavoro, chi tutela il lavoro e chi fa analisi economiche, dall’Università alla Camera di Commercio”.
Si schierano coi lavoratori anche i deputati dem reggiani, Andrea Rossi e Ilenia Malavasi. “Esprimiamo vicinanza a loro e alle famiglie in questa situazione gravissima. La prospettiva degli esuberi è inaccettabile. Emilia. Attendiamo con ansia il confronto di venerdì (domani, ndr) per capire se l’azienda ha davvero a cuore il territorio o se opterà per soluzioni diverse. Rimane la nostra disponibilità per interloquire qualora sia necessario, con il ministero per valutare l’attivazione degli ammortizzatori sociali necessari, riteniamo imprescindibile prorogare i termini della cassa integrazione straordinaria, utilizzando tutti gli strumenti. Ora serve un cambio di passo deciso, perché Reggio non può permettersi di perdere un presidio produttivo e occupazionale così importante per tutta la città”.