Un altro episodio teppistico contro i mezzi pubblici si è consumato lungo il percorso della linea 9 venerdì scorso, poco prima della rotonda di piazzale Marconi, alla stazione, quando l’autobus è stato preso di mira da lanci di sassi e una bottiglia di birra, mettendo a rischio l’incolumità dei passeggeri. La testimonianza diretta è dell’autista e attivista di Coalizione Civica, Domenico Bonacini: “Durante il mio turno di guida, ho visto con i miei occhi le conseguenze di un episodio grave avvenuto lungo il percorso della linea 9. Mentre percorrevo via 4 Novembre, poco prima della rotonda di piazzale Marconi, ho notato del pattume in carreggiata e, arrivato in fermata, ho incrociato persone scese da un autobus che si presentava fermo con le quattro frecce e con passeggeri visibilmente scossi. Mi è stato riferito che quel mezzo era appena stato colpito da sassate e che era stata lanciata anche una bottiglia di birra verso la fermata, con il rischio concreto di colpire una ragazza.
Non entro in valutazioni che spettano alle autorità: saranno gli accertamenti a definire in modo preciso dinamica e responsabilità. Ma c’è un dato che, per chi lavora ogni giorno su strada, è diventato impossibile ignorare: la percezione di insicurezza sui trasporti pubblici sta crescendo e gli episodi di violenza o intimidazione su bus e treni stanno diventando troppo frequenti. In pochi giorni si sono sommati racconti, segnalazioni, notizie di aggressioni e tensioni che non possono essere archiviate come “casi isolati”.
Questo non riguarda solo chi guida o controlla un mezzo pubblico: riguarda chi lo prende per andare a scuola, all’università, al lavoro. Oggi ho parlato con un ragazzo che mi diceva, incredulo, che non gli era mai capitato in vita sua di imbattersi in una situazione del genere; e con una signora che ricordava com’era la città quando arrivò qui nei primi anni Duemila, dicendo che episodi così non erano la normalità. Sono voci diverse, ma tutte convergono su un punto: sta cambiando qualcosa e non possiamo far finta di nulla.
La sicurezza dei trasporti e sui trasporti non può più essere trattata come un tema secondario. Serve una risposta concreta, rapida e misurabile: più prevenzione sui mezzi e alle fermate, più capacità di intervento immediato quando accadono episodi di violenza, più coordinamento tra Comune, gestore del trasporto pubblico, Prefettura e forze dell’ordine. Servono anche strumenti di tutela per lavoratrici e lavoratori del TPL, perché chi sta in servizio non può essere lasciato solo a gestire situazioni potenzialmente pericolose, e perché la sicurezza del personale coincide con la sicurezza dei passeggeri.
Come autista di autobus e come attivista di Coalizione Civica chiedo che su questo tema si smetta di oscillare tra sottovalutazione e propaganda. Non servono slogan né scorciatoie: serve far rispettare le regole della convivenza civile, proteggere chi lavora e chi viaggia, e intervenire con fermezza contro chi aggredisce, vandalizza e mette in pericolo le persone. La città non può accettare che prendere un autobus diventi un’esperienza a rischio”.