Omicidio del pizzaiolo Raffaele Stipa. Per domani è prevista l’autopsia per determinare con esattezza il numero dei fendenti inferti al 67enne dal suo assassino e l’intensità degli stessi, potrebbe infatti profilarsi anche l’aggravante della crudeltà. Da un primo esame sono emerse dieci coltellate.
Per il pizzaiolo lo ricordiamo, la sera di quel lunedì 29 giugno non c’è stato nulla da fare, è morto all’interno della pizzeria che gestiva da almeno 20 anni in via Gran Sasso d’Italia, stimato e ben voluto da tutto il quartiere.
Nei giorni scorsi il tribunale di Reggio ha convalidato il carcere per Andrea Pellati accusato dell’omicidio volontario del pizzaiolo e del ferimento della sorella Antonella la quale quella sera in quei momenti ha tentato di impedire il peggio e anche lei ha ricevuto dei fendenti.
Nel frattempo Pellati ha cambiato avvocato, d’ufficio aveva ricevuto Alessandra Bonini come legale con la quale però si è rifiutato di parlare. Ora ad assisterlo è il legale Mattia Fontanesi che già lo aveva seguito in altri procedimenti. Per la procura di Reggio all’origine di tanta violenza ci sarebbe il rifiuto della sorella del pizzaiolo di fare delle pizze a credito all’amica di Pellati da lui mandata a ordinarle. Poi alle 22 dello stesso giorno la furia omicida dell’uomo verso il 67enne, raggiunto dietro al bancone senza proferire parola e accoltellato. Il tutto documentato dalle riprese delle telecamere della videosorveglianza della pizzeria.
Intanto a Reggio per mercoledì il prefetto Salvatore Angieri ha convocato il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza a cui parteciperanno anche i vertici dell’Ausl e del servizio di salute mentale per fare il punto su eventuali misure precauzionali a cui ricorrere per arginare potenziali pericoli.




