Il 2025 si è concluso con una contrazione abbastanza evidente per le imprese reggiane dell’artigianato, che hanno registrato un calo del 2,8%. La flessione ha ridotto lo stock provinciale di 483 unità, portando il numero complessivo delle imprese attive a quota 16.563.
Confrontando questo risultato con l’andamento medio della zona vasta (che include anche Parma e Piacenza), si nota come quest’ultima abbia subito una flessione complessiva più marcata, pari al 3,2%, con una perdita di 1.149 realtà imprenditoriali in un anno. Tuttavia, il dato reggiano appare un po’ più negativo di quello regionale (-2,3%) ed esattamente doppio rispetto a quello nazionale, dove la diminuzione si è fermata all’1,4%.

Nonostante il calo, l’artigianato mantiene un peso specifico notevole sul tessuto produttivo provinciale, con un’incidenza del 35,4% sul totale delle imprese, valore superiore alla media della zona vasta che si attesta al 31,6%.
Le indagini condotte dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere evidenziano una struttura settoriale caratterizzata da una predominanza assoluta del comparto delle costruzioni. Con 7.906 unità attive, l’edilizia rappresenta, da sola, il 47,7% dell’intero panorama artigiano provinciale. Seguono, con distacchi significativi, il settore manifatturiero, che conta 3.541 aziende e un’incidenza del 21,4%, i servizi alla persona con 2.408 unità (14,5%) e i servizi alle imprese con 1.985 realtà attive, che pesano per il 12,0% sul totale.
Per quanto riguarda la natura giuridica, la ditta individuale si conferma la forma più diffusa tra le imprese artigiane reggiane, coprendo il 72,9% del mercato con 12.081 unità, nonostante un calo annuale del 3,2%. Le società di persone mostrano una flessione più accentuata, pari al 4,6%, scendendo a 2.344 realtà e incidendo per il 14,2% sul totale. Al contrario, le società di capitale artigiane registrano un segnale positivo, aumentando la loro presenza sul territorio dell’1,9% e raggiungendo le 2.053 unità, con un’incidenza del 12,4%.
L’imprenditoria straniera è il motore dell’artigianato a Reggio Emilia: nel 2025, quasi un’impresa artigiana su tre (30,1%) è di proprietà non italiana, per un totale di 4.983 unità. Questa percentuale è quasi doppia rispetto alla media di incidenza straniera sul totale delle imprese attive provinciali (17,6%).
Le imprese artigiane femminili, infine, contano 2.335 unità attive, pari al 14,1% del comparto, mentre le realtà giovanili si attestano a quota 1.723, rappresentando il 10,4% delle attività artigiane complessive.




