Con i costi del carburante sempre più alti per via della complicata situazione geopolitica internazionale, la CISL reggiana propone lo smart working per 80mila lavoratori reggiani. Il sindacato di via Turri, tramite la segretaria Rosamaria Papaleo, propone di mappare quali lavoratori possano operare da remoto, un numero che potrebbe salire fino ad 80mila, che permetterebbe di ottenere un doppio intervento, sia aiutando le famiglie spendendo meno sul carburante, sia riducendo i consumi come chiesto dall’Unione Europea. Per la CISL bisogna evitare un dibattito ideologico, e si deve produrre un risparmio reale per le famiglie, ed un contributo misurabile alla riduzione dei consumi di idrocarburi; un solo giorno di smart working alla settimana permetterebbe di risparmiare oltre 3600 barili di petrolio in un mese nel reggiano, con tre giorni alla settimana si supererebbero i 10mila barili mensili. L’invito non è solo ai privati ma anche al settore pubblico, Gennaro Ferrara della CISL chiede ai 42 comuni della provincia di aumentare il numero di lavoratori in smart working, permettendo di controbilanciare le stangate per i costi energetici con il risparmio sul carburante.