È iniziato a Genova il processo per la morte dell’attivista reggiana Sara Marzolino, investita ed uccisa nel capoluogo ligure l’11 maggio dello scorso anno. Il processo vede un solo imputato, una guardia giurata di 51 anni che si stava recando al lavoro. Alle 4:30 del mattino dell’11 maggio 2025, la 22enne studentessa reggiana, nota in città per la sua militanza in AQ16, dove aveva organizzato svariate iniziative e manifestazioni, stava attraversando la strada fuori dalle strisce insieme ad un amica con la quale stava trascorrendo il fine settimana; ad un certo punto è piombata sul posto un auto, alla guida la guardia giurata 51enne, l’impatto con Sara è stato violentissimo, la ragazza è stata sbalzata di una ventina di metri contro un semaforo, e per lei non c’è stato nulla da fare. Il 51enne, alla guida dell’auto aziendale, ha dichiarato di non aver visto la 22enne mentre attraversava la strada; è risultato negativo all’alcoltest ed è stato escluso che utilizzasse il telefonino; quel che è certo è che l’uomo stava viaggiando ad una velocità eccessiva, tra 80 e 90 km/h in un tratto dove il limite è 50. È anche emerso che l’uomo non avrebbe chiesto scusa o fatto altri atti riconciliatori con la famiglia della vittima.