Il reggiano Lorenzo Catellani è il nuovo Presidente di CIA Emilia-
Romagna. L’elezione è avvenuta oggi a Bologna nel corso
dell’Assemblea elettiva regionale, intitolata “Dalle radici, il nostro futuro”,
che ha riunito delegati e rappresentanti del mondo agricolo provenienti
da tutto il territorio.

Il nuovo Presidente ha delineato una visione chiara per
l’agricoltura emiliano-romagnola, ribadendone il ruolo centrale come
pilastro economico, sociale e identitario della regione, nonché uno dei
sistemi agroalimentari più rilevanti a livello europeo.
Catellani ha evidenziato la forza della Food Valley regionale, fondata su
qualità certificata e filiere di eccellenza, ma non ha nascosto le criticità che oggi attraversano il settore: dall’aumento dei costi di produzione,
aggravato dai conflitti internazionali, all’instabilità dei mercati, fino agli
effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.
Forte anche il richiamo alla necessità di una gestione equilibrata del
territorio e delle politiche energetiche. In particolare, Catellani ha
sottolineato l’urgenza di governare la transizione energetica, evitando lo
sviluppo indiscriminato di impianti agrivoltaici su suoli agricoli produttivi
e puntando invece su regole chiare e una pianificazione condivisa.
Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’innovazione, con
un’attenzione particolare alle opportunità offerte dal digitale e
dall’intelligenza artificiale, strumenti sempre più decisivi per migliorare
l’efficienza e la sostenibilità delle imprese agricole.
Nel suo intervento non sono mancati i riferimenti alle aree più fragili del
territorio, come l’Appennino, dove l’agricoltura rappresenta un presidio
fondamentale, e alla necessità di rafforzare le politiche di sviluppo
territoriale, il sostegno alle imprese e gli strumenti per garantire
continuità produttiva e presidio delle comunità locali.
Guardando infine al contesto europeo e internazionale, Catellani ha
evidenziato la necessità di una Politica agricola comune più semplice,
equa e realmente orientata al sostegno del reddito degli agricoltori, oltre
alla difesa del principio di reciprocità negli scambi commerciali.