Domenica scorsa, 15 marzo, un paziente di origini egiziane, ricoverato in Medicina 1, è stato aggredito fuori dal reparto da una persona esterna che, entrata  durante l’orario visite, ha utilizzato dello spray al peperoncino.
L’aggressione è avvenuta all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Il personale è accorso alle grida e alcuni parenti presenti sono stati coinvolti dalla nube tossica con inalazione, ma non da spruzzi diretti, della sostanza lanciata. Coinvolti anche tre infermieri e due Oss, che sono stati portati in reparto per accertamenti clinici, senza riportare danni gravi. Il paziente è stato soccorso sul posto e attualmente la sua situazione risulta stabile.
Il centro antiveleni ha rilevato che lo spray è risultato non essere del tipo super tossico. L’aggressore è stato fermato e denunciato.
I sanitari hanno consigliato ai parenti che, se si fossero presentati sintomi o malessere a seguito dell’inalazione, sarebbe stato opportuno rivolgersi al Pronto soccorso per una valutazione delle condizioni.

“Esprimiamo profondo rammarico per quanto accaduto e la solidarietà dell’azienda a infermieri e OSS coinvolti – afferma il direttore Generale di Ausl Davide Fornaciari – Da tempo l’Azienda è impegnata in politiche attive per prevenire e contrastare questi fenomeni, impegno che riconfermiamo e che è in campo tutti i giorni, quotidianamente. Ringraziamo le forze dell’ordine per la prontezza con la quale sono intervenuti”.

“Per contrastare il fenomeno della violenza Ausl IRCCS ha messo in campo diversi strumenti, a partire dal Piano di Prevenzione della violenza ai danni degli operatori sanitari – prosegue Cinzia Gentile, Direttore Sanitario – Esso permette di: conoscere e monitorare la situazione del fenomeno violenza a danno dei lavoratori in azienda; promuovere una politica di contrasto verso atti di violenza, fisica e/o verbale, all’interno delle strutture dell’Azienda USL; implementare misure che consentano la riduzione delle condizioni di rischio (individuali, ambientali, organizzative); segnalare i fatti di reato di cui agli artt. 581 e 582 c.p. all’Autorità Giudiziaria competente per territorio, ai sensi dell’art. 331 c.p.p., considerata la procedibilità d’ufficio dei suddetti reati secondo l’art. 6 della L. n. 113 del 14.08.2020”.

Le attività che si sono dimostrate maggiormente efficaci sono state: i programmi di formazione su tecniche di de-escalation, riconoscimento precoce della violenza e miglioramento delle competenze comunicative; le modifiche ambientali, progettazione/creazione di spazi sicuri, installazione di videocamere e sistemi di allarme, controllo degli accessi; le politiche organizzative chiare e partecipate, con protocolli di segnalazione e procedure di supporto psicologico post-evento;

“Tra le azioni intraprese da Ausl IRCCS voglio segnalare anche il supporto psicologico su richiesta del dipendente e la tutela legale garantita, prevista dai contratti” prosegue Cinzia Gentile. L’azienda ha attivo un Board aziendale per il contrasto alle aggressioni agli operatori sanitari, composto da: Servizio Prevenzione Protezione, Rischio Clinico, Psicologia emergenza, Sorveglianza Sanitaria, Formazione, Comunicazione, Ufficio Legale, Logistico-Alberghiero, Servizio Tecnico, Gestione Personale.

Le policy sviluppate a questo scopo coinvolgono tutti i servizi citati, in un impegno quotidiano e costante, finalizzato a contrastare il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari.

I risultati che si prefigge sono: ricognizione e coordinamento delle attività in essere finalizzate al contrasto dell’aggressività contro operatori sanitari; analisi dei dati esistenti per comprendere le cause del fenomeno e favorire l’adozione di azioni di contrasto; definizione di proposte formative rivolte agli operatori finalizzate alla prevenzione e ad una migliore gestione del fenomeno dell’aggressività; migliorare la fruibilità delle informazioni rivolte a tutti gli operatori sui contatti e sui percorsi attivabili a seguito di aggressioni”.