Il caso del bimbo con crisi respiratoria ha subito sollevato polemiche, interviene Alessandro Aragona di Fratelli d’Italia che parla di un episodio grave e accusa la regione di latitanza sul tema

“Quando lo scorso autunno abbiamo portato il tema in Regione, denunciando le varie criticità

legate al servizio sanitario della Val d’Enza, l’assessore ci rispose che l’apertura del punto di primo intervento di Montecchio nella fascia oraria notturna non era una opzione sostenibile”, – tuona Aragona, consigliere regionale ribadendo che l’apertura h24 del pronto soccorso è una necessità a cui non ci si può sottrarre.

Sul caso interviene anche l’ausl di reggio che spiega che i primi a intervenire lunedì sera sono stati due infermieri che avevano finito il proprio turno e ribadisce che è stato applicato il protocollo previsto e consiglia di chiamare sempre il 112 per le urgenze spiegando che gli operatori che rispondono sono competenti per indirizzare l’utente e che comunque l’ambulanza avrebbe portato il bimbo sempre al maggiore parma centro specializzato per questo tipo di intervento

 

leggi il comunicato ufficiale dell’Ausl

Minore con problemi respiratori a Montecchio: infermieri intervenuti
con prontezza, soccorsi allertati immediatamente. Fondamentale in casi
di questa gravità chiamare la Centrale Operativa (numero 112)
per offrire in modo tempestivo il percorso di cure più veloce e appropriato

In riferimento all’episodio verificatosi all’esterno del Punto di Primo intervento di
Montecchio Emilia alle 20.13 di lunedì 9 marzo 2026, Ausl precisa che il minore alle
prese con problemi respiratori, portato dalla madre, è stato intercettato all’esterno
della struttura, nei pressi della camera calda dell’ospedale, da due infermieri che
stavano smontando dal turno pomeridiano.
I due sono immediatamente intervenuti, allertando i soccorsi con prontezza.
L’ambulanza è stata ingaggiata alle 20.14 ed è giunta in loco alle 20.18; l’automedica
è stata ingaggiata alle 20.17 ed è arrivata alle 20.27; l’autoinfermieristica è stata
ingaggiata alle 20.14 è arrivata alle 20.18.
Il personale infermieristico operava, come da protocolli regionali, per le prime
manovre di emergenza, collaborando con il personale medico dell’automedica che
stava intervenendo sull’evento e che forniva indicazioni terapeutiche circa il
trattamento, somministrando ossigeno e aerosol.
Nel frattempo l’infermiere dell’autoinfermieristica affiancava il medico nel trasporto
in ambulanza nel tragitto fino all’ospedale di Parma, come previsto dal protocollo
interaziendale.
Ora le condizioni del minore risultano stabili.
Comprendendo lo stato paura e di tensione dei familiari in questi casi, si rammenta
che in situazioni di tale gravità, e comunque sempre in condizioni di criticità
importanti, è di fondamentale importanza chiamare tempestivamente il numero
di telefono della Centrale Operativa (numero di telefono: 112) e descrivere quanto sta accadendo, rispondendo alle domande dell’operatore adeguatamente formato per
intercettare situazioni cliniche a rischio e definire le risorse più adeguate  per dare
risposta ai bisogni   e predisporre il percorso migliore per il trattamento del paziente.
A prescindere dagli orari dei servizi è la centrale operativa  che  in base  alla  gravità
e  alla  patologia decide  il mezzo da inviare e la struttura  di destinazione.
A livello regionale ed interprovinciale sono previsti protocolli e percorsi ad hoc
con la centralizzazione in ospedali dedicati e capaci di fornire risposte adeguate
per ciascuna condizione.
Il minore sarebbe stato comunque inviato su Parma perché la risposta adeguata
prevista dai protocolli era sull’Azienda di Parma. La centrale operativa lo avrebbe
indirizzato conformemente al bisogno.