Il Comitato Re.Re., che riunisce i residenti del quartiere della zona della stazione, una zona sempre sotto i riflettori della cronaca, quando si parla di degrado e criminaltà in città, fa sentire di nuovo la propria voce per dire che, nonostante la forte presenza delle forze dell’ordine sul territorio, si respira un clima di crescente impunità: “C’è la percezione che chi mette in pericolo gli altri possa farlo senza temere conseguenze reali. Ed è questo che alimenta comportamenti sempre più aggressivi e sconsiderati.Non sono casi isolati: sono ulteriori segnali di un quartiere che sta vivendo una deriva preoccupante e che richiede interventi concreti, immediati e non più rimandabili”.
Il Comitato dei residenti sottolinea anche positivamente l’annuncio del Comune di Reggio Emilia che ha annunciato il potenziamento delle telecamere di videosorveglianza, ma chiede che la tecnologia venga davvero utilizzata per arginare la criminalità che prospera nel quartiere.
“Le telecamere sono utili solo se realmente monitorate e utilizzate. Installarle non basta. Occorre che vengano integrate in un sistema di controllo rapido ed efficace, capace di prevenire comportamenti pericolosi e di intervenire tempestivamente quando necessario. Installarle e basta non protegge nessuno. È fondamentale che chi vive e lavora nel quartiere possa sentirsi davvero tutelato”.
Il Comitato Re.Re. accoglie con soddisfazione la chiusura del passaggio in fondo a via Chiesi, un intervento atteso che ha risolto un punto critico. “Ma non possiamo ignorare la conseguenza più probabile: se non si affrontano i comportamenti problematici alla radice, il problema non scompare. Si sposta. Da una via all’altra, da un angolo del quartiere al successivo. Il sindaco ha ribadito in diverse occasioni che la sicurezza non è una competenza diretta del Comune. Ma è altrettanto vero che siede al Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza insieme al prefetto e alle forze dell’ordine, ed è quindi parte attiva dei processi decisionali che riguardano il territorio. Non solo: il sindaco rappresenta una coalizione politica e può esercitare un ruolo di pressione istituzionale anche a livello governativo, affinché vengano adottate norme più efficaci e strumenti realmente operativi per chi deve intervenire sul campo”.




