Il Comitato rilancia la difesa del bosco di via Emilia Ospizio, ricordando che oggi, mercoledì 25 febbraio, è passato un anno esatto dall’inizio dei lavori, quando – sostengono – nove tra cittadini vennero denunciati per avere intralciato le operazioni.
“Sarà distrutto il 70% del sistema boschivo presente nel quartiere”, sostengono. Dalla parte del Comitato si è schierata anche Legambiente.
“Oggi 25 febbraio è un anno esatto dal primo blocco dei lavori. Nove cittadini e cittadine bloccavano i lavori di sfalcio preliminari alla costruzione del nuovo supermercato Conad nell’area del Bosco Ospizio. Dopo circa un mese, tutti e nove si sono visti notificare una querela per violenza privata, invasione aggravata e danneggiamento.
Grazie a quell’azione e alla mobilitazione costante il Bosco Ospizio esiste ancora, nella sua interezza e vivacità.
Con il permesso a costruire rilasciato il 13 febbraio scorso, però, Comune di Reggio Emilia e Conad continuano a perseguire imperterriti la strada della distruzione di un ecosistema boschivo.
Da più parti d’Italia, in vertenze simili a quella del Bosco Ospizio, ci si chiede: ne vale la pena?
E qui rispondiamo con una domanda: vale la pena rinunciare a chiedere maggior benessere, città davvero a misura di persona, un futuro vivibile? Per noi vale la pena rilanciare questa vertenza: convinti e convinte di essere dalla parte giusta, e di non essere soli”.




