L’avvio del 2026 continua ad essere segnato da una flessione del numero dei nuovi contratti, che le imprese della provincia di Reggio Emilia intendono attivare.
Dopo il -2,7% di gennaio, infatti, anche per il trimestre febbraio-aprile i valori appaiono in forte calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Alla fine del trimestre, secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, si dovrebbe registrare una diminuzione del 10,5%, con un picco del -12,1% proprio nel corrente mese di febbraio.
La previsione mensile, in sostanza, indica le attivazioni di nuovi contratti a quota 3.620, vale a dire 500 in meno rispetto al febbraio 2025, con un netto appesantimento rispetto allo scorso mese di gennaio, quando il valore era sceso di 150 unità.

Le elaborazioni camerali relative a febbraio individuano il calo più pesante a carico del comparto dei servizi, che assorbirà il 58,3% dei nuovi contratti e destinato a segnare una flessione del 14,9%, con 2.110 attivazioni e un calo di 370 unità rispetto allo stesso mese del 2025.

Tra i singoli settori di questo macrocomparto, 740 attivazioni interesseranno i servizi alle imprese, 580 le attività di alloggio e ristorazione, 460 il commercio e 340 i servizi alla persona.

In sensibile calo, anche se con percentuali più contenute, anche i nuovi contratti nell’industria, dove la flessione è prevista nell’8,2% e le attivazioni dovrebbero essere 1.350 (120 unità in meno rispetto al febbraio 2025).

Anche il settore primario, infine, sconterà una riduzione del numero dei nuovi contratti pari all’11,1% (160 unità in totale e 20 in meno rispetto al febbraio dello scorso anno).

Come si è detto, alla fine del trimestre febbraio-aprile il pesante trend di febbraio si ridurrà un po’ in intensità (-10,5%), sancendo, comunque, un risultato che parla di 11.140 nuovi contratti, cioè di 1.310 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Anche su base trimestrale saranno i servizi a scontare la diminuzione maggiore dei nuovi contratti, che si attesteranno a 6.480 unità (-13,5%), vale a dire 1.010 in meno rispetto allo stesso trimestre 2025.

Nel trimestre, per l’industria sono previsti 4.100 nuovi contratti (-6,2%, corrispondenti a 270 unità in meno), mentre per il primario è prevista una contrazione contenuta al
3,4% (560 attivazioni e 20 in meno).

Ad attivare nuovi contratti nel mese di febbraio è orientato il 16,0% delle imprese reggiane, che nel 65,0% dei casi richiedono ai candidati un’esperienza già maturata. Il numero dei contratti stabili sarà pari al 26,0% (tempo indeterminato o apprendistato); per il 74,0%, invece, si tratterà di contratti a termine (tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

Molto alta, questo mese, la quota dei nuovi contratti riservata ai giovani, pari al 37,4%; gli under 30, sono particolarmente richiesti nei ruoli dirigenziali come tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (60,0% dei nuovi contratti), tecnici delle attività finanziarie e assicurative (50,0%) e tecnici in campo ingegneristico (39,0%).

Tra i giovani impiegati, invece, le maggiori opportunità di inserimento lavorativo sono rivolte agli addetti all’accoglienza e all’informazione della clientela (65,4%), agli altri professionisti qualificati nelle attività commerciali (64,0%) e agli addetti alla segreteria e agli affari generali (58,3%).

Le imprese reggiane, infine, sono interessate al reclutamento di giovani operai specializzati, nel campo delle lavorazioni alimentari (54,8%), nel ruolo di conduttori di veicoli a motore e a trazione animale (51,4%) e come addetti alle rifiniture delle costruzioni (46,9%).

Anche a febbraio, le imprese della provincia di Reggio Emilia, ritengono di incontrare difficoltà nel reperimento delle risorse umane, in misura abbastanza elevata (53,2% delle posizioni offerte). Le cause di ciò sono rintracciabili, nel 34,5% dei casi, nella mancanza di candidati e nel 14,7% nell’inadeguatezza e impreparazione degli stessi.

Le criticità di reclutamento, sono molto elevate tra le professioni dirigenziali, nelle quali si prevede la scopertura all’89,4% dei tecnici della salute, dell’84,0% dei tecnici della distribuzione commerciale e dell’82,1% degli specialisti nelle scienze della vita.

Tra gli impiegati, le aziende reggiane prevedono il mismatch domanda/offerta di lavoro, all’83,6% per gli operatori della cura estetica, al 64,0% per gli altri professionisti qualificati nelle attività commerciali e al 55,6% per i professionisti qualificati in servizi sanitari e sociali.

Da ultimo, tra gli operai specializzati, le posizioni maggiormente scoperte saranno quelle riservate agli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (88,4%), a quelli specializzati in installazione/manutenzione attrezzature elettriche/elettroniche (85,3%) e ai meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse/mobili (80,5%).

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea.